A Napoli spunta la DAB, la “didattica al balcone” contro la chiusura delle scuole voluta dalla Regione

Andare oltre il caos del periodo garantendo comunque la didattica ai ragazzi con lezioni in strada e ai balconi. È il particolare metodo pedagogico scelto dalla scuola per l’infanzia “Dalla Parte dei Bambini’’ che si rimbocca le maniche e in modo efficace risponde alla chiusura delle scuole in Campania sino al 30 ottobre, ai ricorsi al Tar, alle petizioni e alle fake news che girano in queste ore sulle possibili riaperture. Dal corso Vittorio Emanuele a piazzetta Cariati, da via Laura Mancini Oliva ai Quartieri Spagnoli le strade del centro storico d’improvviso diventano nella mattinata di lunedì aule all’aperto per l’insegnamento in favore di 50 bimbi frequentanti le classi elementari.

A leggere a Petra, Lucia, Svevo, Davide e gli altri, due opere di Gianni Rodari, la filastrocca “Telegramma’’ e la fiaba Fuga di Pulcinella’’ in omaggio all’autore in occasione del prossimo centenario dalla nascita che cade il 23 ottobre, è l’educatore e docente Antonio Stornaiuolo che conia il termine Didattica al Balcone (Dab) per sintetizzare la sua iniziativa. «Nonostante le difficoltà del periodo abbiamo l’occasione di ripensare la didattica in favore dei ragazzi, che non può essere assolutamente la prima cosa da interrompere per arginare il contagio da Covid. I miei alunni hanno confessato di non trovare una spiegazione alla decisione di chiudere le scuole chiedendosi del perchè possono continuare ad andare in palestra o a calcetto e i loro genitori a recarsi a lavoro».

Le due opere di Rodari scelte, aggiunge Stornaiuiolo, «rimandano al concetto di libertà e dunque ho chiesto ai ragazzi di spiegarmi cosa sia per loro la libertà e in quale occasione l’hanno provata sul serio. Resta da capire se potranno spiegarmelo a scuola o in un altro contesto, aspettiamo di capire se le scuole riapriranno».

«Noi genitori – sottolinea la mamma della bambina, Carmela – siamo contenti dell’approccio della scuola “Dalla Parte dei Bambini’’ perché finalmente gli adulti non si girano dall’altra parte scaricando la colpa di quanto sta avvenendo sui giovani che animano la movida». Ma le preoccupazioni per le reazioni dei bambini comunque restano. «Sono nervosi e spaesati, non ha senso tenerli in una campana di vetro, la scuola a distanza soprattutto per i bambini senza dimenticare gli impegni  non funziona. Senza dimenticare  le esigenze lavorative dei genitori che costringono spesso a lunghe assenze» afferma Giovanni Setaro, un altro dei papà che assiste alle lezioni Dab.

di Antonio Sabbatino