Campania in crisi, l’allarme di Confcommercio: «Molti chiuderanno e resta alto il rischio usura»

Contrazione del 25% del pil, riduzione del 50% del fatturato e 100.000 disoccupati in più. Sono da capogiro i numeri della crisi economica in Campania paragonando il trimestre “covid” allo stesso trimestre del 2019. A lanciare l’allarme è Pasquale Russo, direttore generale della Confcommercio Campania, a margine del primo incontro con i candidati alla presidenza della regione. “La crisi economica in Campania nasce senza alcun dubbio prima dell’emergenza sanitaria. Allo stesso tempo è innegabile che l’emergenza abbia ulteriormente esasperato una fase già difficile”. Bisognerà però aspettare l’autunno, se non la fine dell’anno, per avere i numeri definitivi. Tante le attività che dopo il lockdown hanno  lasciato le saracinesche abbassate, ma ancora di più quelle che hanno provato a rialzarle per poi gettare la spugna. “L’autunno ci darà numeri più  precisi sulle aziende che non sono riuscite ad andare avanti – ha proseguito il direttore generale – e mi preme evidenziare l’ancora attuale difficoltà nell’accesso al credito. Peraltro, è proprio questo il contesto nel quale la criminalità trova terreno fertile per inserirsi nell’economia legale”.

Il problema dell’usura, in particolare nella regione Campania, non è certo nuovo. Tuttavia è chiaro che in una fase di forte crisi economica, e con le persistenti difficoltà nell’accesso al credito da parte delle aziende, l’enorme liquidità della criminalità organizzata può essere percepita, e di fatto spesso lo è, un sostegno importante per imprenditori in difficoltà. Ma attenzione al risvolto della medaglia. “Non si tratta di un vero sostengo – insiste Russo – parliamo di meccanismi attraverso i quali le imprese in difficoltà vengono poi, di fatto, acquisite dalla criminalità organizzata.

Un allarme lanciato anche da Don Ciotti ad agosto, in occasione delle celebrazioni per il ventennale dell’uccisione di Luigi Sequino e Paolo Castaldi, due giovani vittime innocenti di camorra. “C’è troppa miseria, l’usura sta dilagando” disse Don Ciotti.

E Proprio a Napoli, all’inizio del mese di luglio, è stato firmato un accordo di collaborazione tra le associazioni imprenditoriali di categoria della Campania ed S.O.S. Impresa, per la prevenzione del rischio usura e dell’infiltrazione criminale nell’economia legale. Accordo che fu firmato alla presenza, tra gli altri,  del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Annapaola Porzio. 

Insomma, il governo sa, tutti sanno e tutti lanciano allarmi. Ma basterà tutto questo per tutelare l’economia regionale, aiutarla a ripartite ed evitare che venga ulteriormente fagocitata da quella criminale?

di Luca Leva