Le luci sulla città: cinema all’aperto al Parco Viviani grazie ai comitati

Per assistere alle proiezioni basterà portarsi da casa qualcosa per sedersi o stendersi sul prato, come un telo, un pareo o una sedia e rispettare l’ambiente. Il cinema post Covid si fa all’aperto: con questo spirito nasce la rassegna “Le luci sulla città – Cinema in movimento” al parco Viviani di via Girolamo Santacroce, un’iniziativa dal basso gestita da comitati e associazioni che hanno fatto rinascere il parco chiuso per anni. Mercoledì scorso il primo appuntamento. Due appuntamenti per ora al cineforum all’aperto al Parco di via Girolamo Santacroce, all’insegna della cultura, dell’arte e della condivisione. Un’iniziativa gratuita resa possibile grazie all’impegno di comitati e attivisti che hanno ridato vita all’area verde, abbandonata per anni, insieme alle istituzioni. Dopo la proiezione di “Tano da morire” film del 1998 con la regia di Roberta Torre, il 29 luglio alle 21 sarà la volta di “Inside Out”, pellicola del 2015 diretta da Pete Docter. La rassegna cinematografica all’aperto è ideata dalle reti sociali di movimento napoletane, che ha tra gli obiettivi l’aggregazione culturale, la riappropriazione  degli  spazi pubblici e il fare rete tra i vari spazi sociali presenti sul territorio. L’iniziativa è a rifiuti zero e plastic free. Il cineforum all’aperto vuole essere inoltre un’occasione per rivedersi nei luoghi, nelle piazze, nelle strade e nei parchi che appartengono alle comunità, riscoprirli pervasi da una nuova atmosfera e rivivere i quartieri tutti insieme dopo mesi di lockdown. Tra i sostenitori della kermesse e della rinascita del parco Viviani Rosanna Laudanno, consigliera della II Municipalità, che afferma: «È un’iniziativa promossa da cittadini e attivisti del parco che, insieme, hanno ricominciato, dopo tanto tempo, a riparlare di luoghi pubblici come ripartenza per la comunità di quartiere. Insieme si è messa in piedi così una piccola rassegna che, oltre alla proiezione, vuole rendere partecipi le persone del territorio dei propri beni comuni come un parco pubblico». «Dopo la chiusura e riapertura siamo arrivati, insieme, ad un piccolo traguardo – continua la Laudano – che è quello di fare eventi no profit ma semplicemente ricongiunzioni con persone e con la collettività dopo un periodo di distanze e silenzio. Noi come attivisti del parco e come comunità facciamo rete e vogliamo che il parco sia rispettato nel suo essere un luogo pubblico, ma soprattutto anche nella sua biodiversità tra piante e animali presenti all’interno».

di Giuliana Covella