Il CSV “motore del volontariato”, ma c’è chi li ritiene scomodi. Caprio (presidente CSV Napoli): «Pronti ad azioni legali per tutelare la nostra autonomia»

Alla luce della riforma del Terzo settore, sono avvenuti cambiamenti sostanziali nella vita dei CSV di tutta Italia. I centri di servizio per il volontariato, istituiti dalla Legge quadro sul volontariato n. 266/1991 come soggetti a supporto delle organizzazioni di volontariato, e da queste gestiti, al fine di sostenerne e qualificarne l’attività, nei primi 20 anni di attività, grazie allo sviluppo di una rete capillare composta da centinaia di sportelli e migliaia di servizi forniti gratuitamente, sono diventati un sistema che si può definire il “motore del volontariato italiano”.

Un sistema che ha ottenuto il suo pieno riconoscimento con il Codice del Terzo settore, il decreto più importante della Legge delega per la riforma del Terzo settore n. 106/2016. Una parte consistente del Codice infatti è dedicato ai Csv. La riforma ha previsto anche la sostituzione dei fondi speciali per il volontariato, su base regionale, con l’istituzione di un Fondo unico nazionale (Fun), e la costituzione di un Organismo nazionale di controllo (ONC) e delle sue articolazioni territoriali (OTC), con funzioni di indirizzo e controllo. Tra queste, l’amministrazione del Fun, l’accreditamento dei CSV, l’adozione di eventuali sanzioni in caso di irregolarità. È necessaria questa premessa per ben spiegare ai lettori l’importanza del sistema dei CSV in Italia, ma soprattutto il rapporto di collaborazione tra gli OTC e i CSV in Italia. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali il 27/09/2019 ha decretato l’OTC Ambito 12 “Campania e Molise” composto da rappresentanti delle fondazioni di origine bancaria, del Forum del Terzo Settore, dell’ANCI e rappresentanti delle Regioni Campania e Molise, con la presidenza di Rossella Paliotto.

«Bisognava cogliere questa sfida di cambiamento e di innovazione – spiega Nicola Caprio, presidente del CSV Napoli – per dare maggiore credibilità alle tantissime attività che la rete dei Csv organizzano e realizzano nei diversi territori per promuovere, valorizzare e sostenere il volontariato, un cambiamento culturale e una crescita in termini di competenze, nei tanti volontari impegnati nel Terzo settore e di coesione sociale nelle diverse comunità. Invece, ad oggi, esiste un dialogo monco con l’OTC, in particolare con la Presidente Rossella Paliotto, infruttuoso e irrispettoso delle reciproche identità. Un OTC incapace di costruire relazioni, ma solo una dimensione burocratica che ha ostruito la programmazione dei Csv nel 2020,». In tutte le regioni d’Italia è stata approvata, come di consueto, la programmazione delle attività per l’anno successivo inviata a dicembre 2019, mentre in Campania si è avuta una risposta in modo parziale solo a giugno di quest’anno, con continue richieste, quasi ostruzionistiche, di chiarimenti ed integrazioni che hanno disorientato le tante associazioni del Terzo Settore. Infine, viene così di fatto sottratta la possibilità di rimodulare la programmazione 2020 in emergenza COVID-19 per avviare una riflessione dinamica, complessa e innovativa per inserire il volontariato in una nuova traiettoria tecnologica. «Sei mesi di continue lettere – prosegue Caprio- anche di mancata trasparenza rispetto alla richiesta formulata su copie di alcuni verbali, in particolare, abbiamo appurato una disertata attenzione e capacità di ascolto, semplicemente per imporre una dimensione di burocrazia e di primato. Crediamo che ci siano troppe difficoltà nell’espletamento delle loro azioni e, sicuramente, non per colpa del periodo emergenziale COVID-19. Il CSV Napoli sta valutando, contro questi provvedimenti ingiustificabili dell’OTC, chiedendo fortemente anche l’intervento dell’ONC a questa situazione incresciosa, un’azione legale dinanzi a tutte le sedi competenti, chiedendo di tutelare l’autonomia e il funzionamento dei CSV per il bene del volontariato tutto».