Nel carcere di Secondigliano il primo centro per il recupero di rifiuti della città

Sarà presentato venerdì 3 luglio alle ore 11 in diretta web su Ricicla TV (www.riciclatv.it) il progetto per la realizzazione di un centro per il recupero di rifiuti nel penitenziario “P. Mandato” di Secondigliano. Il progetto nasce da una collaborazione tra il gruppo di imprese sociali Gesco e la direzione del centro penitenziario, integrata da una convenzione per il conferimento dei rifiuti tra Gesco, Comune di Napoli, ASIA Napoli S.p.a, ATO Napoli I e Ministero della Giustizia.

Alla presentazione prenderanno parte: il presidente di Gesco Sergio D’Angelo, il responsabile del progetto per Gesco Luigi Peluso, il direttore generale dell’ATO 1 Napoli Carlo Lupoli, la presidente dell’Asia Maria De Marco, il direttore del Penitenziario “P. Mandato” di Secondigliano Giulia Russo, l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice. Modererà l’incontro il direttore diRicicla Tv Luigi Palumbo.

Il dibattito sarà aperto a tutti gli utenti che vorranno intervenire via social.

IL PROGETTO – Si tratta di un progetto circolare avveniristico che va dal riutilizzo dei rifiuti organici, passando per il lavoro sociale dei detenuti, al benessere del quartiere. Totalmente biologico, a impatto zero (zero inquinamento, zero odori e zero percolato), l’impianto di compostaggio produrrà concime.

Verrà realizzato in una zona pianeggiante adiacente al carcere di Secondigliano gestita dallo stesso organo di vigilanza e sarà in grado di trattare, nella sua potenzialità massima, una quantità di circa 5.000 t/anno, di cui circa 4.000 saranno scarti organici e almeno 900 scarti verdi di origine vegetale, coprendo così il fabbisogno di raccolta della componente umida dell’intero quartiere. Inoltre verranno riutilizzate circa 5mila tonnellate per gli imballaggi che verranno inserite in un circuito di riconversione dei materiali da utilizzare per l’arredo urbano di Secondigliano.

Dopo la fase di start up e un’accurata formazione, si spera di coinvolgere circa 20 detenuti che abbiano le caratteristiche adatte per accedere alle misure alternative di detenzione.

L’impianto prevede una dotazione 23 biocelle che potranno essere installate con il metodo della progressiva realizzazione, in modo da arrivare in tempi brevi all’autosufficienza impiantistica nel trattamento della frazione dei rifiuti considerata.

La costruzione dell’impianto sarà realizzata secondo una razionale distribuzione delle diverse sezioni che costituiscono l’intero apparato e quindi una sezione di ricezione delle frazioni umide e degli scarti legnosi, una sezione di biossidazione dove avvengono i processi ossidativi (zona biocelle) e una sezione di maturazione finale con annesso sistema di raffinazione e insaccaggio con arricchimento e condizionamento del prodotto per usi speciali nel settore agricolo.

Il trattamento dei rifiuti organici biodegradabili, rifiuti che costituiscono la frazione umida di tutti gli scarti provenienti dalla raccolta praticata dal servizio pubblico, mediante il processo di compostaggio, non solo assume un’importanza dal punto di vista ambientale, ma diviene indispensabile considerando che le attuali direttive Europee e il conseguente recepimento da parte degli Stati Membri non permette più lo smaltimento di tale frazione in discarica.

Per tale ragione, conoscendo la situazione dei rifiuti nel territorio napoletano, la realizzazione di un impianto come quello proposto potrà aprire un percorso finalizzato a migliorare la gestione dei rifiuti soprattutto in termini di recupero delle risorse e garanzie igienico sanitarie.