Sant’Antimo, stop a tasse comunali per chi denuncia racket e usura

Buone notizie per Sant’Antimo. Dopo il terremoto politico-giudiziario che ha sconvolto l’intera comunità del piccolo comune dell’hinterland napoletano, recentemente sciolto per infiltrazioni camorristiche, qualcosa inizia a muoversi. La commissione straordinaria nominata dopo lo scioglimento, incaricata di guidare la macchina comunale fino alle prossime elezioni, ha iniziato a lavorare e a fare i conti con una realtà difficile. E sarà senz’altro nata da un’attenta analisi del territorio, oltre che da un accurato studio della documentazione relativa all ’inchiesta che ha portato allo scioglimento, una delle prime iniziative dei tre commissari, Salvatore Carli, Maura Nicolina Perrotta e Simonetta Calcaterra.

Infatti, con la delibera n.4 del 12 maggio scorso si sono poste le basi per un primo concreto passo nel contrasto alla criminalità organizzata e, in particolare, nella lotta contro il racket e l’usura. Con la stesura di un vero e proprio regolamento si è decretato uno stop alle tasse comunali, per ben cinque anni, per tutti coloro i quali denunceranno racket e usura. In particolare si fa riferimento alla tassa sui rifiuti (Tari), al canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap), all’imposta comunale sulla pubblicità (Icp), al diritto sulle pubbliche affissioni (Dpa) e alle imposte e ai canoni dovuti per l’utilizzo di aree destinate a mercato. Il decreto, che riguarda commercianti, imprenditori e liberi professionisti, prevedere una serie di condizioni preliminari necessarie per accedere all’agevolazione che è possibile verificare all’interno del regolamento pubblicato insieme alla delibera. Ad esempio, sono esclusi dall’accesso ai benefici previsti – come riportato nella delibera – coloro che hanno riportato, o i cui familiari abbiano riportato, condanne penali, anche non passate in giudicato, o che hanno procedimenti penali in corso per reati associativi, usura, estorsione, reati in materia di armi e droga, rapina, sequestro si persona a scopo di rapina o estorsione e qualunque altro reato, ivi compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione.

Insomma, un primo passo significativo verso la normalità e, soprattutto, la possibilità reale di una boccata d’aria per chi per anni, mesi, o anche solo giorni abbia vissuto, o stia ancora vivendo, l’incubo del racket o dell’usura.

Un provvedimento che nasce a ridosso dell’importante firma dell’accordo intersindacale tra associazioni di categoria ed associazioni antiracket siglato lo scorso 18 giugno a Napoli. In quell’occasione fu lo stesso Luigi Cuomo, presidente di “Sos Impresa” a lanciare l’allarme in relazione agli effetti della crisi determinata dal lockdown: «Questo periodo ha aumentato il rischio usura e il rischio di infiltrazione mafiosa nell’economia legale – ha ricordato Cuomo – e questo ci è dato da una serie di indicatori spia, anche se il dato scientifico si potrà registrare solo tra un anno. Oggi – ha concluso Cuomo –  questi fenomeni stanno crescendo in maniera silenziosa e c’è una scarsissima possibilità di poterli intercettare in questa fase». Tempismo perfetto, dunque, della commissione prefettizia di Sant’Antimo.

di Luca Leva