IL MERCATO CONTADINO DI FUORIGROTTA CONQUISTA SUBITO I NAPOLETANI

Il parco contadino al coperto più esteso del Meridione per il rilancio dell’agroalimentare in Campania, dopo le perdite imposte dalla furia del Covid-19. Apre oggi a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, l’area mercatale (progetto di Coldiretti Napoli e Campagna Amica) che porterà 27 imprese a vendere direttamente i prodotti al consumatori. Olio, salumi, formaggi, pesce, vini, frutta e verdura, persino i prodotti cosmetici naturali, come quelli a base di bava di lumaca: tutta la produzione Made in Campania, rigorosamente a chilometro zero. Il racconto, la preparazione, il dettaglio sulla produzione, dal produttore all’utilizzatore finale. Oltre mille metri quadrati al coperto ed altri trecento circa scoperti, 27 box stabili, altri 15 mini box per proposte di nicchia, il mercato è aperto anche domani dalle 9 alle 15, mentre sabato è previsto orario continuato dalle 10 alle 19. L’accesso avviene da via Guidetti, a un palmo dal Parco San Paolo di Fuorigrotta.

“Il cibo, ormai specie in Campania, non è più solo il carburante – spiega Gennaro Masiello, presidente di Coldiretti Napoli -, siamo la culla della dieta mediterranea, ora c’è anche la curiosità di conoscere il processo produttivo che porta il prodotto in tavola, la provenienza, la tradizione, tutto quello che c’è intorno”. Soprattutto, il grande mercato contadino è occasione per le piccole aziende pesantemente indebolite dal Virus di procurarsi liquidità per sostenere la produzione. “Il settore agroalimentare non si è fermato neppure nel lockdown, le piccole imprese legate a ristoranti, bar pizzerie rimaste chiuse per settimane hanno registrato grosse perdite, fatturati azzerati in molti casi, è sopravvissuto solo chi aveva un rapporto con la grande distribuzione, è il momento di tenere duro, puntando sulle armi, ovvero la stagionalità dei prodotti, la freschezza, la qualità che è altissima. E anche il giusto costo, mettendo assieme sapori e saperi. Si tratta dell’unica strada percorribile per restare a galla nei prossimi mesi”. 

Ma oltre alla liquidità nelle casse delle piccole imprese, secondo Masiello è decisivo il segnale che arriva dal mercato contadino: “Gli italiani, i campani hanno capito che i capisaldi per tenere in piedi il Paese sono la sanità e il buon cibo, le cure migliori e un’alimentazione sana, si è tornati all’artigianalità, alla qualità della materia prima, su cui temiamo pochi confronti nel mondo”.

di Nicola Sellitti