La “scatola dei segreti” e il supporto a donne e bambini della Fondazione Famiglia di Maria

«È normale che non stia bene con mio marito nell’intimità?». «Come posso insegnare a mia figlia a difendersi da un uomo violento?». «Come faccio a dire di no a mio marito, ogni volta che vuole fare sesso e io non voglio?». Sono le tante domande che le donne di San Giovanni hanno lasciato con un biglietto anonimo nella “scatola dei segreti” alla Fondazione Famiglia di Maria, dove sono ripartite le attività per i bambini e le mamme del quartiere. 

IL PROGETTO– «Abbiamo riaperto in presenza la seconda fase del progetto “Una carezza in un pugno” – spiega la presidente della Fondazione Anna Riccardi – finanziato dal dipartimento pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri. Le mamme e le insegnanti delle scuole partner hanno incontrato una sessuologa e una cantautrice. Sulle sedie abbiamo messo dei cuori, a simboleggiare che bisogna cominciare ad amare e rispettare prima di tutto se stesse». In una scatola rossa, la “secret box”, le donne hanno lasciato biglietti anonimi con le loro domande su sesso, amore e rapporto di coppia. Un incontro particolare in una realtà difficile e complicata, dove le partecipanti si sono messe in discussione. «La figura femminile in questo territorio è una Wonder Woman, come quella del manifesto del progetto – rimarca la Riccardi – perché le donne qui fanno il triplo delle altre per affermarsi e avere un’indipendenza economica che dà loro dignità. Ecco dunque che questo progetto serve a immettere il seme della parità di genere e della consapevolezza che una donna è un essere umano che ha tanti super poteri, ma soprattutto deve volersi bene». 

LE STORIE – «Vengo qui da due anni. Ci sono arrivata grazie a mia cugina. Da allora non me ne sono più andata». Assunta, detta Susy, 44 anni, ha una figlia di 25 anni, un’altra di 23 e un bimbo di 7. Insieme ad altre donne del quartiere frequenta tutti i giorni la Fondazione di via Aprea. Un modo di fare garbato, gentile, da perfetta padrona di casa quello di Susy, quando accoglie gli ospiti che arrivano in sede. Ma soprattutto un esempio il suo, nonostante un cognome “pesante”, come tante da queste parti. Eppure insieme al figlioletto Susy è diventata una delle colonne portanti della Fondazione guidata da Anna Riccardi. Una fucina di legalità e riscatto sociale di tante mamme e bambini che all’esterno vivono tutt’altra realtà. E tra le tante attività che dal 16 giugno sono tornate a svolgere c’è stato l’incontro dal titolo “Capire l’amore” con due esperte, la sessuologa Raffaella De Simone e la cantautrice Assia Fiorillo, sui temi dell’amore, dell’affettività e della sessualità. “Donna come l’acqua di mare, chi si bagna vuole anche il sole”: con i versi della canzone di Mia Martini ha emozionato la voce della Fiorillo. «Ma il sole dovete essere voi» ha sottolineato la De Simone rivolgendosi alla platea. In un clima informale e “intimistico” si è parlato di contraccezione, omosessualità, violenza, rispetto per se stesse e per i partner. Tanti tasselli per capire quell’enigma che è l’amore. «Siamo state insieme a queste donne belle che hanno portato tante emozioni. Di questo si è parlato, di amore, sentimenti, corteggiamento. E insieme ci siamo emozionate», ha concluso la sessuologa. A fare da collante tra le varie storie la musica della Fiorillo, accompagnata da Benedetta Clemente al piano e Marisa Cataldo alla batteria.

Di Giuliana Covella