Al via, tra le paure e le aspettative di sempre, la prova orale della maturità ai tempi della pandemia

Un esame unico nel suo genere vista la particolarità del periodo, con i ragazzi, a loro modo, entrati nella storia. Al via, questa mattina, gli esami di maturità, i primi dell’epoca Covid. Un unico colloquio orale di un’ora per studente, 5 ogni giorno per classe, articolato in 5 fasi: presentazione dell’elaborato; commento del testo di italiano; domande della commissione sulle materie di indirizzo; la presentazione del percorso con l’ausilio di file ed infine le domande relativamente alla Cittadinanza e alla Costituzione, con le prove sostenute da ciascun candidato nelle aule e negli spazi più grandi della scuola, igienizzate tra un orale e l’altro per 15 minuti, rispettando i 2 metri di distanza dalla commissione formata da 6 membri interni e dal presidente esterno. Obbligatorio indossare la mascherina, tranne per il candidato durante l’esposizione. All’ingresso misurazione della febbre con i termoscanner.

Alla sede succursale del liceo Scientifico e Linguistico Elsa Morante di Scampia, l’ansia è la stessa di sempre ed è quella che prevale. «Non avevo preoccupazione per il Covid, ma solo per l’esame. È stato comunque particolare perché i professori hanno tenuto le mascherine per tutta la durata dell’esposizione e a volte non capivo neppure cosa mi domandassero» afferma, finalmente sereno, Carmine Zaccaro dell’indirizzo linguistico e il primo a cominciare alle 8 quest’oggi la prova incentrata per italiano su Gabriele D’Annunzio, in inglese e spagnolo sul tema del doppio e vari riferimenti alla letteratura per il francese. «In biochimica – aggiunge – ho parlato proprio del Covid. Il futuro? Vorrei lavorare, magari all’estero, per perfezionare inglese e spagnolo». Dall’indirizzo Scientifico esce Mario Martinelli. «Avevo l’ansia, ero titubante ma i professori mi hanno messo a mio agio. Il peso di tutto quanto accaduto con la pandemia non si è sentito. Un po’ di difficoltà l’ho avuta con la matematica, è andata meglio quando ho parlato della poesia “A Silvia’’ di Giacomo Leopardi» dice Mario che appena esce trova il bacio di suo papà Luigi in attesa attende fuori la scuola. Il maturando, non esclude di provare la carriera militare. «Nonostante le diverse modalità riguardanti le disposizioni ministeriali gli esami non sono alterati rispetto al passato, c’è assoluta trasparenza» assicura Renzo De Falco, presidente della commissione esaminatrice all’Elsa Morante. Prove nei corridoi per le 15 quindi dell’Istituto Tecnico Galileo Ferraris, sempre a Scampia. All’esterno due cugini, Vincenzo Buono e Gennaro Amato, appena terminate le rispettive prove confessano: «All’invio dell’elaborato avremmo preferito la prova scritta, perché rimane di più anche perché la traccia per l’elaborato l’abbiamo saputa soltanto il 1 giugno».  

di Antonio Sabbatino