Salvare i delfini: l’ Area Marina Protetta di Punta Campanella partner del progetto europeo insieme a CNR, Legambiente, Università LE FOTO

Ogni anno circa 200 delfini vengono ritrovati morti, spiaggiati lungo le coste italiane a causa di virus, malattie ma anche per incidenti e interazioni
con la pesca professionale. Una piccola strage che causa anche danni economici di circa 2mila euro per ogni pescatore. Il progetto europeo Life DELFI, coordinato dal CNR (Consiglio Nazionale Ricerche), punta ad una possibile convivenza tra delfini e pescatori attraverso una serie di azioni, sia concrete che di informazione e sensibilizzazione. Il progetto partirà a breve anche nel Golfo di Napoli, coordinato dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella, uno dei 4 parchi marini nazionali scelto per affiancare il CNR, Legambiente e alcune università italiane. Saranno  formati i rescue team, squadre di soccorso per i delfini in pericolo e sperimentati dissuasori acustici e deterrenti visivi che si attiveranno solo in presenza dei cetacei, in modo da tenerli lontani dalle reti e dai pericoli.
«Il progetto, oltre a salvaguardare una meravigliosa specie dei nostri mari, rappresenta anche un modo valido per essere vicini alla categoria- quella dei pescatori-a cui l’introduzione della normativa delle AMP ha chiesto più’ sacrifici.- sottolinea Michele Giustiniani, Presidente dell’Amp Punta Campanella- Si va nella giusta direzione di conciliare interessi ambientali ed economici, una scelta obbligatoria in un’area con le nostre caratteristiche di antropizzazione».
«Il coinvolgimento dei pescatori, soprattutto quelli della piccola pesca locale, nella tutela e nella salvaguardia del mare e delle aree protette può essere la scelta giusta per evitare conflitti e risolvere problemi- osserva Raffaele Di Palma, responsabile comunicazione Amp Punta Campanella- L’ abbiamo già sperimentato negli ultimi anni con il progetto Remare e con Slowfish, coinvolgendo i pescatori in azioni di pulizia del mare e di sensibilizzazione nei confronti del pesce povero, locale ed eccedentario».
Life Delfi è un progetto cofinanziato dalla Commissione europea attraverso il programma LIFE, coordinato dal Cnr-Irbim e a cui collaborano Legambiente Onlus, Università di Padova e di Siena, quattro Aree marine protette (Punta Campanella, Isole Egadi, Tavolara – Punta Coda Cavallo, Torre del Cerrano), Filicudi Wildlife Conservation e il Blue World Institute (Croazia). 
Dalla Banca Dati Spiaggiamenti – gestita dal CIBRA (Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia) e dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano – è possibile verificare il numero di spiaggiamenti e le varie specie di delfini: 221 spiaggiamenti nel 2016 di cui 74 tursiopi; 216 nel 2017 (89 tursiopi); 174 nel 2018 (67 tursiopi). Il numero degli spiaggiamenti totali dell’ultimo anno, il 2019, non è stato ancora ufficializzato ma le prime stime parlano di 240 cetacei di cui almeno 70 tursiopi morti sulle coste italiane. Dai report si evince che le morti causate dall’uomo sono seconde solo ai decessi provocati da  malattie infettive. Oltre al tursiope l’altra specie più colpita è la Stenella striata.
Il progetto si propone di ridurre la mortalità dei delfini correlata alle interazioni con la pesca professionale con diverse attività lungo le coste tirreniche, del mar Adriatico e sul versante della Croazia. Questo per ottenere il duplice obiettivo di salvaguardare questi esemplari e limitare le perdite economiche dei pescatori.