Atleti e volontari. Il cuore grande dei rugbisti in campo per la solidarietà

Rugbisti in campo per i più bisognosi? Ma c’è chi pensa anche a loro. Dalla fine di marzo, quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus, i giovani atleti dell’Amatori Napoli Rugby hanno smesso i panni di sportivi per indossare mascherine e guanti e aiutare chi è in difficoltà. Grazie a un accordo con la comunità di Sant’Egidio i giocatori si sono trasformati in volontari che, ogni giorno, consegnano spesa e farmaci alle famiglie più disagiate della città. Ma a poche settimane dall’inizio della cosiddetta fase 2 con cui ripartiranno le attività, c’è chi ha pensato anche alla salute dei giovani rugbisti. Così sport e solidarietà si sono fusi ancora di più, con una bella iniziativa partita dal quartiere Avvocata, come spiega la consigliera della II Municipalità Rosanna Laudanno: «Sul gruppo Facebook Quelli di Salvator Rosa e dintorni tempo fa lanciammo un appello per sapere chi fosse disposto ad aiutarci a cucire delle mascherine. A rispondere è stata Sandra Iarrobino, che ci ha aiutato a farlo cucendone ben 230, insieme a Luca Cuttitta, che si è reso disponibile a donare il suo tessuto (TnT). Questa goccia nel mare da parte nostra, delle persone del quartiere, abbiamo deciso di destinarla ai ragazzi dell’Amatori Rugby Napoli che hanno indossato, mettendo da parte per un po’ la maglia sportiva, quella del volontariato per la comunità di Sant’Egidio». La donazione faciliterà i volontari nella distribuzione dei pasti e dei medicinali per i senza fissa dimora della zona di Napoli centro. «Siamo contenti che questo piccolo contributo possa essere un sostegno – aggiunge la Laudanno – e che nel loro piccolo due persone come Sandra e Luca abbiano contribuito alla grande macchina solidale napoletana che si è messa in moto ormai da mesi».
«Siamo stati felici di partecipare a questa iniziativa – dice Cutitta, dirigente della squadra che milita nella serie A da quest’anno e ha sede nel Villaggio del rugby, nell’ex base Nato di Bagnoli – abbiamo circa 500 iscritti e siamo fieri di ciò che abbiamo fatto fino ad oggi, con atleti che vanno dai bambini di 4 anni agli 80enni. Nel momento in cui è stato sospeso il campionato per l’emergenza Covid-19 i ragazzi della nostra prima squadra capitanati da Alessandro Quarto non hanno accettato di dover stare chiusi in casa e aspettare passivamente che tutto passasse ed hanno chiesto alla dirigenza e al presidente Diego D’Orazio la possibilità di intervenire sul territorio come volontari». «Così è nato il protocollo d’intesa con la comunità di Sant’Egidio e i nostri ragazzi, circa una quarantina della serie A, si sono messi a disposizione dei residenti e dei senza fissa dimora del centro cittadino – prosegue – Questo è un ulteriore bel segnale per questo sport che ha valori di sostegno e vicinanza a chi è più fragile. Ragazzi che si allenano per 5-6 volte a settimana duramente e ora si sono messi in gioco per fare volontariato».

di Giuliana Covella