Migranti ai fornelli: ecco il ricettario multietnico

colazione-sociale-2NAPOLI – Condividono l’idea del do ut des finalizzato al riconoscimento e alla condivisione di cultura gli “Insegnanti senza frontiere” (Insef) e gli abitanti de l’Asilo. E’ per questo che, insieme ad altre realtà nate dal basso e ad alcuni privati, hanno pensato un laboratorio di cucina tenuto dagli studenti del corso di italiano e un ricettario “migrante” che verrà pubblicato dalla libreria popolare Iocisto.

Gli insegnanti senza frontiere da settembre 2015 impartiscono lezioni gratuite nell’ex Asilo Filangieri a migranti, spesso richiedenti asilo, che vogliono apprendere l’italiano e forse ancor di più hanno bisogno di incontrare un volto amico nel contesto spersonalizzante dell’accoglienza istituzionale.
“Ci siamo messi all’opera per creare delle sinergie tra studenti ed abitanti  cercando di creare un legame che trascendesse la pura condivisione dello spazio- spiega Sara de l’Asilo-. Tra le iniziative che sono nate in concomitanza con lo svolgimento delle lezioni ci sono le colazioni sociali”.
Da giovedì 7 gennaio fino ai primi di marzo le colazioni si sono trasformate in un appuntamento fisso ( giovedì alle 10) che ha coinvolto non solo gli abitanti, gli studenti e gli insegnanti di Insef, ma anche attori, ballerini e frequentatori dei laboratori che si tengono all’Asilo, fino a persone esterne all’Asilo.
“Dall’abitudine di portare, durante le colazioni sociali, dolci preparati dalle stesse persone che vi partecipavano è nata l’idea di scrivere un ricettario di cucina migrante. Abbiamo pensato che lo scambio di ricette potesse essere un mezzo per conoscersi meglio, far fare pratica della lingua agli studenti e adottare un linguaggio semplice ed universale, come il cibo, per affrontare un tema complesso: la fiducia, l’apertura e la conoscenza verso e dell’altro”, spiegano gli abitanti de l’Asilo che partecipano al Tavolo Sociale, uno dei tavoli tematici che si riuniscono settimanalmente per affrontare temi e progetti cercando di mettere in connessione le diverse specificità che agiscono sul territorio, nell’ottica di un fare comune.
Il Tavolo Sociale si riunisce tutti i giovedì alle 19 e vi partecipano operatori del sociale, psicologi, formatori, educatori e semplici cittadini interessati alle questioni dell’integrazione, della vicinanza coi ragazzi del quartiere e del supporto ai progetti dal basso volti al miglioramento del benessere psico/culturale di tutta l’utenza che attraversa in vari modi e tempi gli spazi liberati della città come: Asilo, Zero81,Opg, Scugnizzo Libertato, Mensa Occupata ecc.
Ecco che L’Asilo, Mensa Occupata e alcuni privati, coinvolti in progetti sociali, come la Taverna Santa Chiara, la cui proprietaria collabora con Iocisto, hanno pensato di dare seguito alle colazioni sociali organizzando un vero e proprio laboratorio di cucina migrante che si svolgerà tra la Mensa Occupata e la Taverna Santa Chiara un giorno a settimana (sono in via di definizione modalità e tempi) aperto a chiunque voglia partecipare, attraverso la donazione di una quota non vincolante, e di scrivere con gli studenti un libro di ricette che sarà pubblicato dalla libreria popolare Iocisto.
“Il ricettario migrante è il primo passo per iniziare un processo che coinvolga attivamente i migranti di seconda accoglienza – spiegano a l’Asilo -, dandogli la dignità ed il riconoscimento che, come sappiamo, non gli sono affatto attribuiti. Lo scopo è proprio di trasformare gli studenti in docenti o, per meglio dire, di dargli la possibilità di condividere con tutti la loro esperienza e la loro cultura. Primo compito di chi fa cultura è quello di generare concatenamenti anche inediti, di sperimentare nuove collaborazioni e l’interazione tra diversi campi e saperi”.

 

di Alessandra del Giudice

 

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