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Al via la campagna contro il pesticida cangerogeno

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ROMA- Un network di associazioni (Associazione biodinamica italiana- Asso-Consum – Campagna Nazionale in difesa del latte materno dai contaminanti ambientali- Federbio – Forum Italiano dei movimenti per l’acqua -ISDE – Associazione Mediciper l’Ambiente – Legambiente – MDC -Movimento in difesa del cittadino – Navdanya International -Nutrizionisti per l’ambiente) ha lanciato il manifesto “Stop Glifosato” chiedendo a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato.
Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo. Lo scorso marzo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano”, dichiarando inoltre “esistono prove convincenti in grado di dimostrarne la cancerogenicità negli animali di laboratorio….Il glifosato, inoltre, causa danno al DNA e ai cromosomi nelle cellule umane…”.
L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, che è addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Questo comporta che tutti i Piani regionali per lo Sviluppo Rurale  finanziando l’agricoltura integrata e conservativa, ne premieranno l’uso. In assenza di un intervento si creerà il paradosso che il PAN per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, promuoverà l’uso sostenibile di un prodotto cancerogeno.
Nel resto del mondo sono già partite da mesi azioni che applicano il principio di precauzione. Alcuni rivenditori in Svizzera e in Germania lo hanno rimosso, la Francia si è impegnata a farlo entro il 2018 e gli stati tedeschi chiedono un divieto su scala comunitaria. L’Autorità danese per l’ambiente il lavoro lo ha dichiarato come cancerogeno mentre paesi come El Salvador e Sri Lanka lo hanno completamente vietato e in Colombia è stata vietata l’irrorazione aerea sulle colture di coca.
Per aderire al Manifesto e dire Stop al Glifosato invia una e-mail all’indirizzo  comunicazione@aiab.it

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