“Scetate Majestà” ovvero: Napoli 1799…la rivolta dei lazzari

scetateNAPOLI – “Scetate Majestà” ovvero: Napoli 1799…la rivolta dei lazzari. Da lunedì 3 agosto a sabato 29 agosto 2015, su otto storiche piazze della Comunità Montana Partenio-Valle di Lauro, “La Compagnia dell’Accademia” del Teatro Totò porterà in scena “Scetate Majestà” ovvero “Napoli 1799… la rivolta dei Lazzari” . Regia di Enzo Liguori.

Lo spettacolo, che vede in scena oltre 60 attori tutti rigorosamente in costume dell’epoca, intende rievocare il ruolo avuto dai lazzari in quelle tragiche giornate della Repubblica Napoletana del 1799. Giornate che si aprirono con l’arrivo a Napoli dei francesi e si chiusero con il ritorno di Re Ferdinando, preceduto dal Cardinale Fabrizio Ruffo, che con “l’Armata Cristiana e Reale della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo” fu protagonista della riconquista del Regno di Napoli e della caduta della Repubblica Napoletana del 1799.

Calendario degli spettacoli dal 3 al 29 agosto 2015. Orario di inizio : ore 21,00

Monteforte 3 agosto, Montefusco 6 agosto, Mercogliano 12 agosto, Pannarano 18 agosto, Rotondi 19 agosto, Lauro 22 agosto, Avella 27 agosto, Visciano 29 agosto.

La storia ha inizio nel dicembre del 1798, con l’occupazione dello Stato Pontificio da parte dei francesi del Generale Championnet e con la fuga in Sicilia del Re Ferdinando IV di Borbone sotto la protezione degli inglesi (21 dicembre 1798); l’incarico di vicario generale del Regno viene affidato al conte Francesco Pignatelli, che conclude, a Sparanise, un gravoso armistizio col generale Championnet e abbandona Napoli (11 gennaio del 1799).

Nell’anarchia che ne segue, i Giacobini napoletani favoriscono l’ingresso in città alle truppe di occupazione francese (23 gennaio 1799); a nulla vale la strenua ed eroica resistenza dei Lazzari (popolani) napoletani, capitanati da un personaggio a dir poco suggestivo, tale Michele Marino detto “’o pazzo”. Circa 3.000 popolani antifrancesi muoiono negli scontri.

La vita della neonata Repubblica si presenta difficile fin dagli inizi: manca l’adesione dei popolani napoletani e soprattutto quella delle province; contro gli oppositori del regime i giacobini francesi rispondono con una repressione spietata e sanguinaria, che certo non aiuta a conquistare le simpatie popolari; difatti durante i cinque mesi della Repubblica, numerosi comuni della provincia vengono saccheggiati (vedi Marzano e Lauro, 27/ 30 aprile 1799) e moltissime persone vengono condannate a morte e fucilate dopo sommari processi politici.

In queste tragiche giornate non mancano delicate storie d’amore come quella della nobildonna Camilla di Lauro, moglie del Barone di Castelvetere con un generale francese.  Il racconto si chiude con l’abbandono della città di Napoli da parte di Championnet (7 maggio) e con l’arrivo dell’Esercito della Santa Fede, guidato dal cardinale Fabrizio Ruffo, con al seguito i lazzari (15 giugno 1799).

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