I “like” diventano “I care”: la solidarietà sul web

helpterNAPOLI – Connettere le persone che richiedono aiuto con chi può dare aiuto. Stare a cuore ad un’altra persona. L’immagine è quella di una grande catena umana, una rete immensa che soccorre alle richieste di sconosciuti senza chiedere nulla in cambio. La generosità diventa 2.0 e incarna alla perfezione il concetto di social attraverso una piattaforma gratuita, tutta made in Italy. Tutto questo è www.helpther.com. Passare dalla realtà virtuale a quella di strada e sentirsi indispensabile per qualcuno è la mission del social network nato grazie a tre fratelli napoletani ed oggi edito da un’associazione onlus con sede a Roma. Chi si iscrive al social network può donare il proprio tempo, le proprie competenze mettendole a disposizione della comunità. Gli utenti postano nel proprio stato la richiesta di aiuto e possono leggere nella home o nei vari gruppi specifici ciò che invece occorre agli altri. Così, scorrendo le varie problematiche, si può capire se si è capaci o meno di aiutare chi, in quel momento, è in difficoltà. Come Antonella, che in ospedale non riusciva a sapere nulla sulle condizioni di suo zio ricoverato. «Ho chiesto agli amici di Helpether se qualcuno poteva aiutarmi contattare medici o infermieri dell’ospedale dove mio zio era stato ricoverato d’urgenza – ha raccontato la donna -. Malgrado fosse mio diritto sapere come stava mio zio e cosa dovevamo aspettarci, io ed i miei parenti eravamo in sala d’attesa da ore senza risposte. Attraverso un amico mi ha poi risposto un’infermiera della struttura, che gentilmente ci ha rassicurato sull’iter e fornito le informazioni minime che ci hanno consentito di aspettare poi sereni. Non dimenticherò mai quella telefonata e il minimo che io abbia potuto fare è stato ringraziare pubblicamente l’infermiera».

LE STORIE – Una buona “reputazione sociale” che l’infermiera ha potuto conquistare attraverso i grazie espressi dalla comunità. Si perché su Helpether non esistono ‘like’ ma più semplicemente ‘I care’ che rafforza il valore sociale del rapporto che si stabilisce tra gli utenti. «Ero in autostrada fermo al casello – spiega Raffaele – non avevo monete e il dispositivo automatico non accettava le mie banconote e quindi ero nei guai. Così sono uscito dalla mia auto per chiedere a chi era in coda dietro di me se poteva cambiarmi 5 euro in monete. Una persona voleva aiutarmi ma non aveva abbastanza monete così mi offrì un euro, inizialmente feci resistenza, mi sembrava un gesto così generoso che quasi mi imbarazzava, non ero abituato. Ma non avendo alternative accettai. Chiesi però un indirizzo mail, ho raccontato di Helpether a quell’uomo facendogli capire che sarei stato felice di poterlo ringraziare pubblicamente per il gesto e che quel suo aiuto avrebbe contribuito a creare una lunga catena di solidarietà». Quello che può essere dunque un gesto disinteressato si trasforma in un valore per la società. Attraverso il ‘contagio’ di una buona azione l’associazione Helpether immagina un mondo più solidale e proprio per questo motivo la decisione di abbinare il social network al call center della solidarietà. Un numero verde (800814081) al quale è possibile segnalare le situazioni urgenti che hanno bisogno di una soluzioni in tempi rapidi.

www.helpter.com

di Maria Elefante@melefante_

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