Social card, il bilancio e quei 7.8 milioni di euro non ancora assegnati


spesa-carrelloROMA – Una media di 334 euro mensili,
dichiarazioni mendaci e un bacino di 7,8 milioni di euro ancora da assegnare. È il bilancio della prima fase di sperimentazione del  Sia,  Sostegno per l’Inclusione Attiva, meglio conosciuta come social card.

Per le dodici città italiane con più di 250 milioni di abitanti che sono entrate nella sperimentazione sono stati stanziati 50 milioni di euro, di cui circa 11 destinati alla sola città di Roma. I restanti 38,2 sono stati divisi a seconda del numero della popolazione.
Le famiglie che hanno fatto richiesta del sussidio del Sia sono state poco più di 17mila. Estremamente rigidi i requisiti per la fornitura della quota mensile erogabile, fissati a un ISEE non superiore ai 3mila euro e a un patrimonio non superiore agli 8mila euro:  «Anche limitando la misura alle sole famiglie con figli minorenni e pur con requisiti economici molto rigidi, si poteva stimare che il numero massimo di beneficiari ammissibili sarebbe stato molto inferiore rispetto a coloro in possesso di tali requisiti: si tratta in media di meno del 10 per cento – come spiegano i portavoce del Ministero -, comunque molto lontano dal 100 per cento desiderabile per evitare code eccessive di domande impossibili da soddisfare».

Code che, però nel caso di Venezia, non si sono formate: la città, caso unico sul campione delle dodici scelte dalla Sia, ha registrato un numero di richieste minore rispetto a quello delle borse erogabili. Diametralmente opposto, invece, il fenomeno nel catanese, dove le richieste hanno superato di 6 volte il numero delle quote disponibili.

Circa 10000 delle domande pervenute hanno invece riportato, in fase di analisi, dichiarazioni non corrispondenti al vero e quindi scartate dalla possibilità di ricevere il sussidio.
Un dato che non deve fuorviare, come riportato da Redattore Sociale: l’ammontare delle domande che sono state presentate non è quello che era stato previsto dal Ministero, di certo più alto. Il fenomeno potrebbe rifarsi ad una scarsa conoscenza nella popolazione della Sia e della possibilità di accedere al contributo messo a disposizione delle famiglie indigenti.

Mancano ancora i dati relativi alla capitale, non di poco conto per via dell’ingente percentuale dei fondi che ha ricevuto, pari a circa un quinto.
I 7.8 milioni ancora da assegnare saranno destinati alla seconda fase della sperimentazione, come affermato dal Ministero; in questa seconda tranche le domande pervenute non saranno più messe al vaglio tramite bando, ma saranno valutate dagli sportelli al momento della presentazione.

 

Di Claudia Di Perna

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