«Siamo stanche», il grido delle trans dopo la morte di Nicole

Nicole_TransNAPOLI – «Fateci vivere come vogliamo e come siamo… Basta, basta, siamo stanche» sono le parole di Stefania Zambrano, organizzatrice di Miss Trans Europa Italia e Campania, all’indomani della notizia della morte di Nicole, la trans della provincia di Massa Carrara che a 37 anni è scomparsa ed è stata vestita da uomo nella sua bara.

Una estrema e determinata violazione della propria identità, quella della scelta di abbigliare il corpo di Nicole con abiti che lei stessa aveva spogliato da 20 anni. Non aveva ancora terminato il percorso, ossia l’iter che gli individui con Disforia Sessuale intraprendono sotto stretto controllo medico per cambiare sesso: per la legge italiana, dunque, all’anagrafe il suo nome doveva ancora essere quello di un uomo. «È stata una vergogna – continua Zambrano – per noi trans, assistere al gesto compiuto dalla famiglia nei riguardi di Nicole e, più in generale, nei nostri confronti».

Dall’Associazione Consultorio Trasgenere Mit – Movimento Identità Transessuale – di Lucca, la presidente Regina Satariano ha denunciato la vicenda della transessuale toscana, sottolineando quanto in vita la quotidianità, le scelte e le difficoltà delle persone con Disforia di Genere siano ostacoli a cui si aggiunge la mancata accettazione dei famigliari. Questa volta anche dopo la morte: «Siamo mortificati, delusi, imbarazzati nel venire a conoscenza che nemmeno da morti venga rispettata la nostra volontà – si rammarica Regina Satariano – Vedere Nicole vestita da uomo nella triste bara con la giacca e la cravatta che la porteranno verso un’altra vita ci rammarica fortemente».

di Claudia Di Perna

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