Amnesty: «Necessaria una missione peacekeeping in Africa»

ROMA – Proteggere la popolazione civile dalla violenza e dal caos in cui versala Repubblica Centrafricana. Per questo motivo, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non deve esitare ad autorizzare l’invio di una missione di peacekeeping nel Paese. In questi giorni, il Consiglio di sicurezza dovrebbe dare alle truppe francesi e dell’Unione africana presenti nel paese, un mandato iniziale per porre sotto controllo le forze di sicurezza e i gruppi armati locali, responsabili del crescendo di abusi e violazioni dei diritti umani. Una missione di peacekeeping potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per superare l’attuale crisi.

LE RIFLESSIONI – «Le conseguenze di questa decisione riguardante la vita e la morte si ripercuoteranno su un paese intero- ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International-. Se il Consiglio di sicurezza non agira’ immediatamente per fermare l’orribile ciclo di violenza nella Repubblica Centrafricana, questo fallimento ricadra’ pesantemente sulla comunità internazionale negli anni a venire. Il Consiglio di sicurezza dovrebbe chiedere al Segretario generale di avviare immediatamente i preparativi per l’invio di una solida missione di peacekeeping, col mandato di proteggere i civili, compresi gli sfollati interni. Le truppe sul terreno- ha concluso Shetty- dovranno avere le risorse necessarie per fermare gli abusi in corso e mettere a freno i gruppi armati e le forze di sicurezza che da un anno agiscono fuori controllo».

SITUAZIONE TRAGICA – La situazione nel paese è molto critica da quando la coalizione di gruppi armati Seleka ha deposto il presidente François Bozize’. Nel rapporto diffuso il 29 ottobre da Amnesty International, sono stati evidenziati gravi violazioni dei diritti umani in corso nella Repubblica Centrafricana: migliaia di sfollati, centinaia di uccisioni illegali, esecuzioni extragiudiziali, stupri e altre forme di violenza contro le donne e le bambine commessi da parte delle forze di sicurezza e dei gruppi armati. Si prevede che le discussioni sulla struttura e sul mandato di un’eventuale missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana proseguiranno nelle prossime settimane e nei mesi successivi. «La popolazione della Repubblica Centrafricana non puo’ aspettare un solo giorno in più, poichè sta sprofondando verso un abisso in fondo al quale c’e’ il rischio di una vera e propria ecatombe – ha concluso Shetty-. Il Consiglio di sicurezza deve agire ora per assicurare che le truppe francesi e dell’Unione africana gia’ presenti sul terreno possano iniziare a operare come un’effettiva forza di peacekeeping, da rafforzare in seguito qualora necessario».

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