“Con il Sud”, il primo bilancio di “cambiare il futuro”

BARI – Quattro giorni di incontri, eventi, dibattiti sulla necessità di “cambiare il futuro” partendo dal Sud, dalle comunità e dalle giovani generazioni, con la partecipazione di istituzioni, del no profit, del mondo economico e culturale. Si è inaugurata sabato 12 ottobre la manifestazione nazionale “Con il Sud, cambiare il futuro”, promossa da Fondazione con il Sud e dal X Forum del libro passaparola e patrocinata dal Comune. «Cambiare il futuro – ha dichiarato il presidente di Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo – è un tema impegnativo e ambizioso, certamente provocatorio, ma è quello che nel nostro piccolo tentiamo di fare. Sono oltre 470 le iniziative sociali sostenute dalla Fondazione con il Sud nelle regioni meridionali, molte delle quali a Bari e in Puglia, che racconteremo e condivideremo con esperti e con la cittadinanza, nei due fine settimana di ottobre, allargando l’orizzonte anche al mondo della cultura». «Il divario tra poveri e ricchi aumenta. Una tendenza che i governi devono combattere per preservare la stabilità» – ha detto l’economista americano Eric Maskin (premio Nobel per l’economia nel 2007), intervenuto sul palco del Teatro Petruzzelli al dibattito «Lo sviluppo possibile con il Sud», a cui hanno partecipato anche il portavoce del Forum del Terzo Settore Pietro Barbieri, il sindaco di Bari Michele Emiliano e il presidente della Fondazione Con il Sud Carlo Borgomeo, moderati da Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera. Borgomeo ha, invece, focalizzato il suo intervento sull’idea che il capitale umano viene prima di quello finanziario. E ha spiegato che «la Fondazione Con il Sud intende rafforzare il capitale sociale introducendo una regola ovvero che chi chiede solidarietà alla fondazione debba mettersi in rete. Un processo di sviluppo che non prescinde dai soggetti e dalle esperienze locali, seppur deboli, è più forte e può avere successo. Se il Sud ha circa 600 mila persone che vivono dimensioni in cui i diritti fondamentali vengono negati questo equivale a dire che lo sviluppo non c’è. L’ultimo dei problemi, dunque, diventa pareggiare il reddito con il centro- nord. Lo si vedrà più in la. Oggi bisogna avere una prospettiva più realistica». Polito ha poi chiesto a Borgomeo quali dei progetti visionati in questi sette anni di vita della fondazione metterebbe nella top five. Il presidente ha risposto che «pensa a quei progetti che seppur meritevoli non sono stati sostenuti per assenza di risorse. 20 milioni di euro all’anno non bastano, perché per un bando arrivano 100 progetti. Ne finanziamo solo 8. E a parte quei cinquanta, sessanta progetti che è corretto eliminare, il resto non andrebbe scartato». Per rispondere più nel dettaglio, Borgomeo ha in seguito delineato le tre tipologie che predilige nella selezione. Sono solitamente «i progetti che prevedono sbocchi lavorativi, e tra questi ha citato il pugliese “San Paolo social network; i progetti che valorizzano i beni confiscati alle mafie; e il volontariato rispetto a bisogni particolari».

 di Mariangela Pollonio

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