Donazioni, il non profit resiste ma crolla il sud

In tempi di crisi, la generosità degli italiani nei confronti del Terzo settore si piega ma non si spezza. Le donazioni alle Organizzazioni Non Profit continuano, anche se con molte difficoltà. E’ quanto emerge dall’ultima ricerca presentata ieri, presso la sede di Roma del Cnel, dall’Osservatorio di sostegno al Non Profit dell’Istituto Italiano della Donazione (IID).

 

Gli italiani, infatti, faticano a donare le stesse cifre degli anni precedenti. Secondo la rilevazione effettuata nel primo semestre del 2013, delle 200 organizzazioni monitorate, il 41% riconosce nella minore disponibilità economica del donatore, la causa principale di una raccolta fondi più difficile. Mentre il 37% denuncia grandi sforzi per allargare la base dei propri donatori e il 7% dichiara la perdita di donatori fedeli.

 

Il mondo del volontariato, insomma, non se la passa bene: solo il 21% delle ONP stima di aver raccolto di più dai privati, contro un 32% che dichiara invece un peggioramento. E in effetti, il calo delle donazioni ha investito tutto il nostro Paese. Ma i dati più allarmanti vengono dal Mezzogiorno. Secondo l’ultima rilevazione Istat, infatti, proprio il Sud sta conoscendo un vero e proprio tracollo delle donazioni: -14%. Una voragine, a fronte di una flessione negativa, ma certamente minore, nel Nord d’Italia (-3%).

 

“Il Terzo Settore italiano conta oltre 300mila organizzazioni attive, quasi un milione di occupati e cinque di volontari, per un valore economico stimato intorno al 5% del Pil, – ha commentato il Presidente dell’IID Edoardo Patriarca – Non può essere relegato a fanalino di coda del sistema produttivo nazionale”.

 

Nel complesso, però, si guarda al futuro con un po’ più di fiducia: confrontando infatti i dati del primo semestre di quest’anno con le previsioni per l’intero anno, si registra un +4% delle ONP che migliorano contro un -2% che peggiorano.

 

D’altra parte, gli italiani hanno dimostrato di sapere essere generosi, nonostante la morsa dell’economia: nel 2012, i privati cittadini sono stati la prima fonte di sostegno di questo esercito del bene, passando dal 50% dell’indagine precedente, al 60%. Tanto da superare i fondi donati dalla pubblica amministrazione. E proprio alla diversa generosità tra donatore pubblico e privato sarebbe da imputare la diminuzione delle entrate totali nei bilanci 2012.

di Alice Martinelli

 

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