Rugby fest, lo sport per superare il disagio

rugbyNAPOLI – A volte può accadere che anche una palla di cuoio dalla tipica forma ovale possa simboleggiare il riscatto, specie per chi viene da contesti cosiddetti a rischio. È con questo spirito di fondo che nasce il primo Rubgy Fest della terza municipalità in programma sabato 13 luglio nel parco di via Lieti a Capodimonte. Dalle 16 alle 22.30 la struttura di Villa Capriccio ospiterà il torneo in tre tempi cui parteciperanno i giovani del quartiere. Promotori dell’iniziativa, patrocinata dal Comune e dalla municipalità di Stella San Carlo all’Arena, è l’associazione sportiva dilettantistica Nuovo Rugby Napoli, formata da rugbisti under 30. «Con questa manifestazione – spiega Valerio Ferlito, uno dei referenti che milita nella Partenope (gli altri giocano nella Vesuvio, nella Amatori Napoli Rugby e in altre squadre) – intendiamo avviare un percorso con le scuole e i ragazzi del territorio, partendo dalla fascia d’età 7-12 anni. Il rugby è uno sport di squadra, che permette di prevenire il disagio giovanile, la povertà, l’evasione scolastica, il bullismo e le altre devianze che riguardano spesso i minori di quartieri cosiddetti a rischio, ma non solo. I principi fondamentali di questa disciplina sportiva sono cooperazione e integrazione, laddove la società tende invece ad isolare le persone». Divise in tre tempi (di cui l’ultimo riservato ad un momento ludico e di aggregazione con degustazioni, musica e animazione), le gare vedranno protagonisti i ragazzi del quartiere, molti dei quali provengono da contesti sociali difficili. «Questa è la prima festa del rugby che abbiamo organizzato insieme all’assessore Raffaele D’Ambrosio – dichiara Sara Petricciuolo, consigliera con delega allo Sport alla III municipalità – con cui non solo intendiamo prevenire ogni forma di disagio giovanile, ma anche avvicinare i cittadini, specie i minori, ai cosiddetti sport minori. Location del torneo sarà Villa Capriccio, che speriamo rinasca con altre attività sia sportive che culturali».

di Giuliana Covella

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