Disperazione dei papà separati. «Assalto» alla comunità che li ospita

Genitori-separati-COMO- In poche settimane, non appena si è diffusa la notizia della sua nuova attività di assistenza, don Bassano ha ricevuto più di quaranta richieste. Domande di aiuto di papà alle prese con una separazione, una ex moglie, uno o più figli da mantenere, un casa da trovare. E i conti che non tornano più: una faccia della crisi generale venuta in luce negli ultimi due-tre anni anche in Lombardia, dove i padri separati in difficoltà sono 150 mila. «È un’emergenza enorme alla quale bisogna dare una risposta», dice don Bassano Pirovano. Dal 1989, con la cooperativa «Tetto fraterno» si occupa del recupero dei tossicodipendenti. Di fronte alla crescita dei casi dei papà separati alle soglie della povertà, ha deciso di mettersi in gioco anche su questo fronte. In pochi mesi ha riadattato una palazzina di Albavilla, nell’Erbese: sei camere doppie, servizi, una cucina e spazi comuni.

Nei giorni scorsi sono entrati i primi ospiti. Il progetto prevede un periodo di accoglienza dai 6 ai 12 mesi. «Ma poi chi lo sa – precisa don Bassano -, siamo all’inizio. Vedremo strada facendo come rispondere al meglio a questa nuova emergenza». I papà separati accolti ad Albavilla dovrebbero versare un contributo per l’alloggio. «Valutiamo caso per caso e sempre con la massima flessibilità – precisa però il responsabile amministrativo della struttura, Alessandro Castelnuovo -. Naturalmente, trattandosi di persone in difficoltà economica, non pretenderemo somme al di sopra delle loro possibilità e neppure il pagamento immediato».

Certo, le spese della casa dovranno pur essere coperte.«Don Bassano assiste le persone bisognose da oltre 20 anni – taglia corto il suo collaboratore -. Se avessimo aspettato di avere un piano finanziario certo non avremmo mai aperto la casa per i papà separati. Ci affidiamo ancora una volta alla solidarietà e alla Provvidenza, e la fiducia non ci manca». Tra le mille iniziative della cooperativa «Tetto fraterno», ora ne compare una nuova: «Adotta un padre separato e aiuterai anche i suoi figli». «Rivolgiamo l’invito ai privati ma anche alle aziende – dice Castelnuovo -. Chiediamo un contributo che ci permetta di stare vicino a questi papà e, di fatto, anche ai loro bambini». Nella loro nuova casa, i papà potranno anche accogliere i loro figli in un ambiente che sia il più possibile familiare. Oggi, con l’ingresso dei primi papà nella casa di Albavilla, don Bassano ha una preoccupazione: «Le domande continuano ad aumentare, dovremo trovare il modo per individuare i casi più urgenti e disperati, che non avrebbero altre soluzioni».

di Anna Campaniello (corriere.it)

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