Apre Scurpiddu, la comunità educativa per minori dell’area penale

carcere_minoriFOGGIA- Nella provincia foggiana i reati penali sono sempre più affare dei minori. Furti, rapine, spaccio di stupefacenti, danneggiamenti. Ed i dati snocciolati dal Centro per la Giustizia Minorile di Bari lasciano poco spazio alle interpretazioni: nel 2012 ben 66 ragazzi della Capitanata sono stati collocati in comunità educative dell’area penale. Ed oltre il 50% è finito in strutture di accoglienza fuori provincia. Con maggiori costi per le casse dei Comuni e più difficoltà nel pianificare interventi specifici di reinserimento, in quanto la lontananza crea disagi per le udienze, per le famiglie e per gli stessi ragazzi. Tutte condizioni che sollecitano Amministrazioni Comunali e Provincia ad attivarsi affinché aprano nuove strutture che ospitino minori sottoposti a provvedimenti da parte del Servizio Sociale Territoriale o del Tribunale per i Minorenni. E nella città di Foggia, l’Associazione Temporanea di Scopo composta dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu e dalla Cooperativa Sociale L’Isola Felice di San Severo, ha pensato di colmare questa lacuna. E dalla prossima settimana aprirà le porte la Comunità Educativa per minori “Scurpiddu”, la prima struttura del capoluogo da uno che concentrerà i propri interventi sui minori dell’area penale e che prende il nome da un libro di Luigi Capuana.

LA COMUNITÀ- «La Comunità Scurpiddu è una struttura educativa residenziale che accoglierà otto minori di sesso maschile, di età compresa dai 14 ai 21 anni di età, italiani e stranieri, più due posti per le emergenze – spiega Benvenuto Grillo, responsabile di “Scurpiddu” – . Si tratta di una comunità residenziale per minori a rischio, destinata ad accogliere ragazzi dell’area penale. In particolare, per la prima volta nella città di Foggia sarà possibile offrire ai più giovani un’alternativa alle misure cautelari detentive». Le anguste celle del carcere, dunque, sostituite dai più gradevoli spazi della Comunità, che diventa il luogo ideale in cui «promuovere percorsi di reinserimento nella società attraverso progetti educativi, di volontariato, di studio, di avvio alla formazione professionale». L’obiettivo, quindi, è quello di «ricucire lo strappo con il mondo esterno causato dal reato commesso, al fine – aggiunge Grillo – di far recuperare ai ragazzi un maggior senso di responsabilità e di autonomia».

LE ATTIVITÀ DI VOLONTARIATO- Per avviare i ragazzi accolti verso i sentieri della maturazione socio-relazionale, l’equipe della Comunità composta da sei educatori e due ausiliari, ha già in cantiere una serie di attività. A partire dal volontariato. «La nostra cooperativa nasce dell’esperienza del volontariato, del G.A.A.S. (Gruppo di Azione e di Animazione Sociale), e di conseguenza i minori che seguiremo nella comunità faranno volontariato con i bambini, gli anziani, le persone disabili. Tutte situazioni – aggiunge Grillo – che possono promuovere il loro senso di appartenenza alla società e di attenzione verso gli altri». Inoltre, i ragazzi con un passato turbolento dimenticheranno pistole e coltelli per armarsi di zappe ed attrezzi agricoli. E si prenderanno cura di un orto sociale, riscoprendo l’attaccamento alla terra ed imparando a coltivare gli ortaggi che poi mangeranno nella mensa della comunità.

IL DOCUMENTO DELLA BUONA CAUSA- Dopo le comunità educative di Apricena e di San Severo, quindi, la provincia di Foggia aggiunge un nuovo tassello nella rete di prevenzione del crimine per quei minori che si macchiano, sin da piccoli, di reati attinenti alla sfera del penale. Cofinanziata con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – PO. FESR Regione Puglia 2007-2013, la Comunità “Scurpiddu” in questi mesi è stata “adottata” da quanti hanno risposto al “Documento della Buona Causa”. Negli ultimi mesi, infatti, per completare gli arredi che necessitavano all’avvio dell’attività educativa, i promotori del progetto hanno pubblicato un elenco per indicare i pezzi che mancavano. E al Documento della Buona Causa «hanno risposto in tanti, che generosamente hanno deciso di darci una mano. Ci sono stati donati anche sette lampadari a ventilatore per soffitto, sei letti in ottime condizioni, un televisore, un fornetto micro-onde ed altro ancora. Un buon segnale – conclude Grillo – per un progetto che punta ad avere ricadute sociali in termini di solidarietà, accoglienza e legalità».

di Emiliano Moccia

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