Il Welfare alle urne: chi vince e chi perde tra i candidati “sociali”

urne_3ROMA. Lo spoglio delle schede per le elezioni politiche delinea uno scenario di forte incertezza, con centrosinistra e centrodestra che starebbero fronteggiandosi alla pari al Senato, mentre alla Camera dovrebbe prevalere la coalizione che sostiene Bersani. Ottima la performance di Grillo, decisamente negativa quella di Ingroia. L’instabilità si riflette anche sui candidati del Terzo Settore: i rappresentanti del mondo del volontariato e del welfare che si erano presentati in ordine sparso, in quasi tutte le liste degli schieramenti.
IN CAMPANIA. Mario Giro, candidato numero tre della lista civica con Monti per l’Italia in Campania, potrebbero farcela, anche se sul filo di lana. Romano, 55 anni, tra i promotori della Comunità di Sant’Egidio, ha preso parte, come mediatore alle numerose iniziative di pace dell’organizzazione avviate in vari Paesi del mondo, e attualmente è consigliere del ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi. È fuori dai giochi Sergio D’Angelo, capolista per il Senato della lista Rivoluzione Civile Ingroia sempre in Campania. Napoletano, 57 anni, già assessore al Welfare della Giunta de Magistris, D’Angelo ha rivestito le cariche di presidente del gruppo di imprese sociali Gesco e vicepresidente nazionale di Legacoopsociali. Out anche Elisabetta Gambardella, coinvolta nella debacle del Pd al Senato campano, che tra le altre cariche ha coperto anche quella di responsabile del Forum delle politiche sociali e welfare del Partito Democratico di Napoli.
SUD ITALIA. In Calabria vanno fuori anche Gabriella Stramaccioni (ex coordinatrice nazionale di Libera) in lista con Rivoluzione civile e Katia Stancato, ex portavoce del Forum Terzo settore Calabria, candidata con Monti. In Sicilia entra Flavia Nardelli (segretario generale dell’Istituto Luigi Sturzo), capolista alla Camera nella Sicilia orientale per il Pd. A rischio Laura Boldrini (portavoce dell’Unhcr in Italia) per Sel alla Camera e Franco La Torre (presidente di Flare) candidato alla Camera per Rivoluzione civile.

CENTRO ITALIA. In Toscana dovrebbe riuscire ad essere eletto Filippo Fossati, presidente della Uisp, in lista con il Pd alla Camera. Ridotte al minimo le possibilità di elezione, invece, per Flavio Lotti (ex portavoce della Tavola della Pace), candidato con Rivoluzione civile, e Paolo Beni, ex presidente Arci, candidato con il Pd ma con posizione meno “agevole”. Zero possibilità anche per Pilar Saavedra Perrotta, capolista in Molise per “Fare”e socia fondatrice di Progetto Itaca Roma, onlus nata per attivare iniziative e progetti di prevenzione,assistenza e riabilitazione di persone affette da disturbi della Salute Mentale e di sostegno alle loro famiglie. Sicuramente eletta, invece, Giulia Sarti, 26 anni, nata e residente a Rimini, candidata per la Camera dei Deputati con il Movimento cinque Stelle, capolista nella circoscrizione Emilia-Romagna

NORD ITALIA. In Piemonte può essere certo di un posto in Parlamento Edoardo Patriarca, presidente dell’Istituto italiano della donazione e del Centro nazionale di volontariato. Patriarca è al quinto posto con il Pd alla Camera. In bilico (ed sarebbe una bocciatura clamorosa) Andrea Olivero, ex presidente delle Acli, capolista al Senato nella Scelta civica per Monti. Incerta anche l’elezione di Pape Diaw, portavoce della comunità senegalese di Firenze, inserito al Senato da Vendola come capolista. Infine, nome noto del Pdl è Maurizio Lupi, capolista in Lombardia: per lui, a lungo esponente di spicco di Comunione e Liberazione, elezione sicura.

di Francesco Gravetti

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