«No a nuovi tagli del Governo», la Puglia insorge

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BARI – «I continui tagli a scapito delle Regioni rischiano di mettere definitivamente in ginocchio i sistemi di welfare regionale e di politiche per la persona». Questo il commento dell’assessore regionale al Welfare Elena Gentile, a seguito della preoccupazione espressa dall’assessore Lorena Rambaudi in una nota diretta al presidente delle Conferenza delle Regioni Vasco Errani su un possibile nuovo decreto, atto a recuperare altri 3 miliardi di euro spalmati in tre anni dai trasferimenti regionali. Tra i trasferimenti alle Regioni vi sarebbero anche quelli riguardanti le politiche sociali e la non autosufficienza, due capitoli che nei mesi scorsi hanno occupato la faticosa contrattazione delle Regioni con il Governo centrale e le cronache dei giornali per le legittime rivendicazioni delle persone gravemente disabili e delle loro famiglie.

LE DICHIARAZIONI – «È finito il tempo dei tagli – continua Gentile. È ora di tornare ad investire sulle fasce deboli oggi in sofferenza, equilibrando gli sprechi esistenti in altri comparti». «La Puglia – continua la Gentile – come immagino tutte le Regioni più avvedute, ha orientato le politiche dei prossimi anni, facendo riferimento a quelle risorse, seppure esigue, faticosamente conquistate nell’ultima contrattazione con il Governo Monti. Se il recupero di quei 3 miliardi di euro passa dai 300 milioni del Fondo Sociale o i 275 del Fondo per la Non Autosufficienza, si rischia di mettere in ginocchio l’intero welfare regionale, con il possibile azzeramento dell’intero sistema di welfare. In Puglia, in questi anni – conclude l’assessore – abbiamo costruito un sistema di politiche per la persona in grado di supplire alle mille difficoltà quotidiane e di sostenere le fragilità. Crediamo che sia ovvio e necessario proseguire questo cammino, evitando di interrompere la strada con nuovi, inspiegabili e improvvisi tagli».

di Paolo De Martino

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