Renzo Arbore testimonial della campagna per i bimbi sordo ciechi

ROMA. Il 95% di ciò che apprendiamo viene percepito attraverso la vista e l’udito, ma chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie non restituisce la piena percezione di cosa significhi essere sordociechi. Da quasi cinquant’anni la Lega del Filo d’Oro assiste, educa, riabilita e reinserisce nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali provenienti da tutta Italia attraverso una sinergia fra differenti ambiti di intervento. Per sostenere l’attività della Lega del Filo d’Oro e contribuire a finanziare per un anno le attività di fisioterapia e di idroterapia, terapie particolarmente impegnative e costose, presso il Centro di Osimo, fino al 24 febbraio, è attiva la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS solidale al 45502. Le attività motorie rivestono, infatti,  un ruolo importantissimo nello stimolare le persone sordocieche; per questo, nell’ambito della riabilitazione, la Lega del Filo d’Oro ha avviato con successo il servizio di idroterapia, meglio nota come “cura in acqua”. Un importante ed efficace aiuto per facilitare e amplificare il processo di apprendimento sia motorio che comportamentale e agevolare la mobilità e l’autonomia delle persone sordocieche. L’idroterapia si rivela particolarmente efficace poiché le caratteristiche dell’elemento acqua offrono ai disabili la possibilità di apprendere ciò che non riescono in contesti diversi: favorisce i contatti, consente la postura in piedi anche ai bambini e, non ponendo ostacoli fisici, rassicura e rende liberi dalle paure. Grazie alla creazione di strutture specializzate e di specifici programmi di educazione e riabilitazione, alla formazione di operatori qualificati e allo svolgimento di attività di ricerca e sperimentazione, l’Associazione si impegna per migliorare la qualità di vita delle persone che non vedono, non sentono e sono affette da gravi disabilità. Anche per questa campagna la Lega del Filo d’Oro può contare sul prezioso appoggio di Renzo Arbore, storico testimonial dell’Associazione.

di Walter Medolla

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