Diritti e doveri dei detenuti, ecco la guida

TARANTO. Il 18 Ottobre 2012 alle ore 10 la responsabile de “Il carcere possibile onlus” – delegazione di Bari “Giuseppe Castellaneta”, l’avvocato Virginia Ambruosi, e alcuni componenti dell’associazione, consegneranno ed illustreranno ai detenuti della Casa Circondariale di Taranto la “Guida ai diritti e ai doveri dei detenuti” in lingua italiana e francese. La realizzazione della Guida è stata possibile grazie al contributo economico degli iscritti, dell’Ordine degli Avvocati di Bari e del Laboratorio Teatrale “Puglia Europa”, che ha devoluto a sostegno delle iniziative sociali dell’associazione i proventi di una commedia di Vito Maurogiovanni: “Sanghe Amore e Contrabbanne”.
Prezioso è stato anche il lavoro svolto dalla dott.ssa Maria Giuseppina Daddetta Presidente del Tribunale di Sorveglianza, dalla dott.ssa Valeria Pirè, dall’avv. Maria Clemente e dall’avv. Elisabetta De Robertis, che hanno provveduto alle modifiche della guida già realizzata a Napoli dalla sede centrale della Onlus “Il carcere possibile”, per meglio adattarla alla realtà pugliese.
Scopo della Guida è quello di fornire a coloro che sono ristretti e ai loro familiari, uno strumento per orientarsi in carcere al fine di affrontare una detenzione consapevole dei diritti riconosciuti e delle regole da rispettare, dall’ingresso all’uscita sino al reinserimento nella società.
I fondi disponibili hanno permesso all’associazione di stamparla in italiano e francese, l’obiettivo è di realizzarla anche in inglese, arabo, turco, serbo, croato e spagnolo man mano che si reperiscono i fondi necessari.
In un momento come quello attuale in cui il sovraffollamento delle carceri costringe essere umani a convivere in condizioni insostenibili, l’associazione ha voluto attuare un gesto concreto di interesse ed attenzione, sulla scia dei tantissimi progetti che ha avviato o programmato di attuare in carcere.
La Guida sarà consegnata ed illustrata nel Carcere di Lecce il 25 ottobre 2012 e a Brindisi il 27 ottobre 2012. Successivamente nelle altre carceri pugliesi.

 

di Francesco Adriano De Stefano

Lascia un commento