Vittime dell’omofobia, veglia in Chiesa: è la prima volta

PALERMO. Per la prima volta a Palermo la veglia per le vittime dell’omofobia sarà celebrata in un edificio di culto cattolico. La celebrazione si svolgerà nella parrocchia di San Gabriele Arcangelo, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, domani alle 21. Alla veglia parteciperà padre Roberto Zambolin, vicario episcopale del 2° Vicariato, delegato per l’occasione dall’arcidiocesi di Palermo.

IL PROGRAMMA. La chiesa per questa occasione diventerà luogo di una preghiera interconfessionale per ricordare chi ha pagato con la vita a causa del proprio orientamento sessuale. Il programma della veglia prevede una prima parte dedicata alla lettura delle testimonianze di vittime di omofobia, lesbofobia e transfobia e, nella fase prettamente liturgica, la lectio divina sulla prima lettera di Giovanni a cura della comunità Kairòs di Palermo e il sermone del pastore Alessandro Esposito della Chiesa Valdese di Trapani e Marsala su un brano del vangelo di Marco. A consolidare l’evento, è stato, anche nei giorni scorsi, l’incontro in curia tra il vescovo ausiliare, Carmelo Cuttitta e un gruppo di rappresentanti della comunità San Saverio e del gruppo Ali d’aquila, lesbiche e gay cristiani di Palermo, due fra i protagonisti ed organizzatori della serata di preghiera. «Per la prima volta a Palermo – dice Giuseppe Catalano, della comunità di San Francesco Saverio – è nata una linea di comunicazione più diretta con l’arcivescovo e con il vescovo ausiliare. C’è stato un incontro ed un’apertura che fa sperare bene per il futuro. Si è trovata una mediazione, anche in virtù della presenza di don Carmelo Torcivia».

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