“Migranti d’Arte”: la musica di chi ha lasciato il Salento

LECCE. Migrare e lasciare città, abitudini e amici, per realizzare il “sogno” e trovare un lavoro: in tanti hanno lasciato il Salento per concretizzare carriere o semplicemente avere un’opportunità lavorativa. Da qui un progetto di ritorno, per rivivere le esperienze artistiche di chi ha trovato successo lontano da casa, al nord o fuori dall’Italia. È questa l’obiettivo di “Migranti d’Arte. Dalla Lirica al Jazz”, in programma il 19 gennaio al Teatro Paisiello di Lecce

ANTENATO DOC –  L’evento,  realizzato con il patrocinio della Città di Lecce, assessorato alla Cultura, e il sostegno del Gruppo Vestas, nasce dall’idea di Claudia Ingrosso e Rosanna Mancarella. Un modo per rivivere l’esperienza del “migrante” Raffaele Attilio Amedeo Schipa, leccese classe 1888, soprannominato “Tito” che in dialetto significa “piccoletto”, riconosciuto come il più grande “tenore di grazia” che progettò di scrivere un’opera jazz, quindici anni prima di George Gershwin.

GLI APPUNTAMENTI – Giovedì 19 gennaio è una giornata ricca di appuntamenti a Lecce. Alle 10 è in programma un workshop-concerto rivolto ai ragazzi degli Istituti di Lecce, un’occasione per i più giovani di assistere a un concerto e intervistare i “protagonisti”. Alle 20:30 aprirà la serata-evento un occhiello poetico a cura di Massimiliano Manieri, presenterà Valeria Coi, a seguire il Concerto “Migranti d’Arte” con Julia Ines Manzitti, dal Teatro Colòn di Buenos Aires, il baritono Gabriel Motta e il mezzosoprano di Lecce Rosanna Mancarella. Si alterneranno ancora sul palco il trombettista jazz Daniel Verdesca, accompagnato al pianoforte da Carla Petrachi, da Cosimo Romano al contrabbasso e da Roberto Cati alla batteria. La serata si concluderà con la consegna ai protagonisti dell’opera scultorea “Cherubino” del Maestro Mario Calcagnile che ha voluto dare corpo allo stato d’animo del Migrante.

di Stefania Melucci

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