«La Fenice paghi l’affitto»: in pericolo il rifugio per cani

NAPOLI. “De Magistris, se la fili almeno lei la Fenice”. Dicono così i volontari dell’associazione Adla, che gestiscono il rifugio per cani “La Fenice” a Ponticelli, garantendo un servizio che dovrebbe toccare al Comune: sterilizzazione, cure, mantenimento dei randagi e della struttura.  Oggi la Fenice cura e ospita stabilmente quasi 200 cani, tutti vaccinati, microcippati e seguiti in nei loro bisogni ed esigenze mediche e psicologiche. Centinaia transitano annualmente per il rifugio, in attesa di una nuova famiglia. Lavorare gratis, però, evidentemente non basta: ora il Comune di Napoli potrebbe chiedere anche l’affitto del locale che ospita la sede.

 

LA DELIBERA. Lo farà tramite una società immobiliare, la Romeo Gestioni. A deciderlo è stata l’ex sindaca, Rosa Iervolino, con una delibera di giunta che risale allo scorso maggio con la quale all’Adla veniva concesso un nuovo terreno “in locazione per la durata di anni 6 prorogabile per pari durata, a fronte del corrispettivo determinato nella misura minima prevista al sensi del dpr 296/2005 vale a dire del 10% del canone di mercato che sarà successivamente determinato dalla Romeo Gestioni spa”. E così, dal comodato d’uso concesso nel 2001 (e poi prorogato più volte nonostante nel 2004 lo stesso Comune fece cambiare la destinazione d’uso della struttura) ora si passa alla possibilità di un canone d’affitto. Per ora il 10% del canone di mercato ma, fanno notare quelli de La Fenice, si parla di arrivare al 50%.

LA MOBILITAZIONE. Di qui l’appello al nuovo sindaco: “a Ponticelli la Fenice è un’isola di fastidiosa legalità. E’ assurda  la “cresta” fatta dal Comune in delibera per far pagare – a chi svolge un servizio di fatto gratuito sostituendosi ai doveri del sindaco – persino un canone”. E infine una domanda: “La Romeo fa bene il proprio mestiere, ma il Comune nel riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività del rifugio la Fenice fa altrettanto?”. Tocca ora a De Magistris rispondere.

                                                                                                                                  di Valeria Rega

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