Da rifiuto a opera: l’arte di riciclare in carcere

RIMINI. Una giostra, un pesce e un settimino realizzati con rifiuti elettronici. Sono le opere fatte dai detenuti dei laboratori Raee in carcere gestiti dalle cooperative sociali Gulliver e IT2, in collaborazione con l’associazione Recuperiamoci. Alla quindicesima edizione di Ecomondo, in programma a Rimini dal 9 al 12 novembre, il Museo del riciclo (www.museodelriciclo.it) del consorzio Ecolight presenta l’arte che arriva dalle case circondariali di Forlì e Bologna. «Abbiamo deciso di ospitare le opere nate all’interno del progetto Raee in carcere, un’iniziativa importante sotto il profilo sociale e ambientale dove, attraverso il disassemblaggio dei rifiuti elettronici viene data una solida opportunità di lavoro alle persone in esecuzione penale », precisa Walter Camarda, presidente di Ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori, e che è partner del laboratorio di Forlì.

MUSEO DEL RICICLO «Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, in occasione di Ecomondo – ha continuato – il Museo del riciclo si trasforma da portale web a spazio concreto da visitare. E si apre al tema del sociale. L’arte che nasce dai rifiuti diventa occasione per una rieducazione, nel rispetto dell’ambiente e nel rispetto della legalità». Accanto alle opere realizzate dai laboratori di Raee in carcere, il Museo presenta anche alcune installazioni che sono state presentate all’ultima edizione del concorso internazionale di pittura e design “Rifiuti in cerca d’autore”. Tra queste, “Mediterraeneo” di Paolo Nicodemo, vincitrice del premio Ecolight quale miglior lavoro realizzato con i rifiuti elettronici.

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