EMERGENCY, IL LAVORO IN CAMPANIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Due ambulatori, uno a Ponticelli e l’altro a Castelvolturno, attrezzati per assistere pazienti sofferenti di diverse patologie e non solo quelli che hanno sviluppato sintomi tali da dover temere il contagio da Covid-19. Consulenze mediche telefoniche, metodo ampiamente usato in questa fase per impedire un numero eccessivo di accessi ai pronti soccorsi evitando il loro inutile ingolfamento. Monitoraggio costante a sostegno della platea dalle acclarate condizione di degenza e vulnerabilità, in continuità con quanto svolto in oltre vent’anni di attività nelle zone più diseredate del mondo. Eccola la prova di concretezza fornita in piena pandemia da Coronavirus dall’associazione umanitaria Emergency, una delle Organizzazioni non governative finite nel solito stupido tritacarne mediatico per un presunto disinteresse verso gli italiani con problematicità in luogo della sola accoglienza dei migranti secondo una tesi nella realtà infondata (peraltro le due cose non sono affatto in contrapposizione). Emergency infatti, confutando teorie buone solo per innescare la guerra tra poveri rimestando molto spesso nel torbido della menzogna, sta facendo la propria parte non solo nelle regioni dove si sono sviluppati i focolai del Coronavirus ma anche nelle altre, compresa la Campania. «Per essere chiari: la nostra utenza storica per il 35% è italiana, che si rivolge ai nostri sportelli psicologici e medici» premette Andrea Belfiore, responsabile ambulatoriale locale di Emergency, operante sul territorio con una equipe composta da 7 persone tra medici, infermieri, mediatori culturali e responsabili della logistica. «Per evitare accessi impropri ai vari pronti soccorsi – spiega – monitoriamo le persone nel tempo. Ci occupiamo, come sempre, degli ipertesi, di chi ha il diabete o altre patologie e non solo dunque di quelle persone che potrebbero aver contratto oggi il Covid-19. Nei due ambulatori di Ponticelli e Castelvolturno, (esistenti da oltre 5 anni ndr.) Abbiamo attivato le procedure di triage dove misuriamo la temperatura delle persone e compiliamo le schede mediche», cosa però ben diversa dall’effettuazione del test con il tampone per verificare l’eventuale positività al Coronavirus che non compete ai medici di Emergency. Importante è la costante comunicazione con chi si sente preoccupato per il proprio stato salute. Per questo motivo, sono attivi due numeri di telefono della Ong (081.195 79 909 e 342-862-72-70) ai quali ci si può rivolgere dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 per ricevere consulenze mediche. «I nostri presidi sanitari sono sempre disponibili e attivi, il lavoro è continuativo ma ora gli accessi giornalieri sono diventati una decina rispetto ai 30-35 di sempre» aggiunge il responsabile ambulatoriale locale di Emergency. Parte importante nel presidio sanitario e medico quotidiano della Ong è rappresentata quello legato all’attenzione verso la difficile condizione dei senza fissa dimora, ancora oggi in diverse centinaia nelle strade (un clochard è stato trovato morto stamane all’interno della Galleria Umberto di Napoli) e degli abitanti dei campi rom come quelli di Gianturco e Barra, oltre 800 persone che vivono in condizioni di promiscuità e quindi particolarmente esposti al rischio contagio da Coronavirus. «E al momento è diventato complicato assicurare a tutti i generi di prima necessità» lancia l’allarme Belfiore.

di Antonio Sabbatino