Vivere in strada ai tempi della pandemia. L’appello dei volontari: «Non abbandoniamo chi è senza dimora»

È stato trovato dai militari dell’Esercito italiano., che stavano andando a lavoro, riverso a terra, senza segni di vita. Un clochard è morto la scorsa notte, a Napoli: il suo corpo era nella Galleria Umberto I. Probabilmente non ha retto all’ondata di gelo che si è abbattuta, in maniera improvvisa, nel capoluogo campano, con temperature vicine allo zero. L’episodio riporta in primo piano il dramma dei senza fissa dimora, divenuto terribile con l’emergenza coronavirus, che rende queste persone ancora più vulnerabili e fragili. Hanno bisogno di aiuto. E i volontari, le associazioni e gli enti del terzo settore che da sempre si occupano di loro stanno moltiplicando gli sforzi per garantire loro un sostegno, un pasto, un po’ di affetto. Aumentano gli sforzi, aumentano gli appelli. Perché il volontariato si alimenta con l’impegno di tutti.

SANT’EGIDIO – E allora, per esempio, la Comunità di Sant’Egidio di Napoli si unisce a quella di Roma nel lanciare un appello alle istituzioni, ma anche a tutti i cittadini, «per non lasciare sole le persone più fragili in queste ore di emergenza dettate dal coronavirus». «I soggetti più a rischio in questi giorni sono certamente gli anziani, per l’età avanzata, ma anche i senza fissa dimora, le persone malate o con disabilità. Su tutti loro incombe anche un altro grave pericolo: l’isolamento. Basta pensare che, soprattutto nelle grandi città italiane, come Roma o Milano, il tasso di persone che vivono da sole tocca il 45 per cento della popolazione, mentre Napoli, solo tra gli ultraottantacinquenni, supera il 50 per cento. Tutti i cittadini possono fare la loro parte», l’appello della Comunità di Sant’Egidio di Napoli. Chi vuole può contribuire preparando pasti oppure raccogliendo generi utili, come alimentari, gel igienizzanti e fazzoletti di carta. Per contatti su come si può aiutare, basta telefonare al numero 081.5801905 oppure inviare una mail a santegidio.napoli@tin.it.
All’appello della Comunità di Sant’Egidio ha risposto il ristorante Il Poggio, che metterà a disposizione della comunità 150 pasti al giorno per i senza dimora della città, a partire da oggi 24 marzo.
Per fronteggiare l’emergenza e garantire aiuto a tutte le persone che vivono in strada, però, ne servono molti di più ma mancano le materie prime: pasta, pelati, legumi, olio.
Chi volesse dare una mano può rivolgersi a Gesco, telefonando alla COS – Centrale Operativa Sociale 0815627027. Anche chi ha la possibilità di preparare pasti a casa da donare può fare la sua parte contattando sempre gli operatori di Gesco che provvederanno, insieme ai volontari della comunità di Sant’Egidio e alla rete delle associazioni di strada, alla raccolta e alla distribuzione.

PORTA CAPUANA – Anche dai volontari della mensa di Porta Capuana a Napoli arriva una richiesta di aiuto: «Tutti i nostri gruppi – si legge in un appello lanciato tramite social- stanno provando a supportare con offerte economiche, di alimenti, materiali di consumo. Se vuoi darci una mano scrivici in privato su facebook o all’indirizzo mail sanvincenzonapoli@gmail.com. Puoi fare offerte economiche, fornire materiale di consumo (vaschette monodose, posate…)., alimenti. Grazie anche se #restiamocasa la solidarietà non ha limiti». Un invito, dunque, a sostenere le attività della mensa di san Vincenzo de Paoli a Porta Capuana.

MENSA DEL CARMINE – Trecento pasti al giorno, assistenza medico sanitaria, cambio indumenti e servizio docce. Queste, invece, sono le attività di sostegno ai senza dimora che la mensa del Carmine a Napoli porta avanti da oltre 30 anni ma che oggi a causa dell’emergenza coronavirus diventano sempre più difficili da gestire.
Lancia un appello Padre Francesco e cerca volontari e volontarie che, nel rispetto pieno delle norme di sicurezza, di igiene, e di profilassi antivirale, diano una mano a preparare i pasti.
C’è bisogno della collaborazione di tutti per preparare pasti d’asporto e garantire il rispetto delle distanze di sicurezza nella fase di distribuzione.
Attiva anche una raccolta fondi sulla piattaforma gofundme.com per sostenere con un contributo le attività della Mensa e garantire l’aiuto necessario anche a chi vive in strada.
Per maggiori informazioni e per aiutare: Mensa del Carmine Basilica del Carmine Maggiore – Piazza del Carmine 2  – 081 563 5785

TORRE ANNUNZIATA – Dalla provincia registriamo, infine, il significativo messaggio di don Pasquale Paduano, parroco della Chiesa dello Spirito Santo, a Torre Annunziata: «Non dobbiamo abbandonare i poveri». Poche parole per lanciare un appello alla cittadinanza affinché tutti, nelle proprie possibilità, aiutino la Mensa dei poveri Don Pietro Ottena di Torre Annunziata: «Donate prodotti in scatola scatolami, salumi sotto vuoto, bottigliette di acqua, contenitori per alimenti, posate monouso e tovaglioli. La nostra parrocchia è sempre aperta, chi vuole aiutare può portare le cose che ci occorrono tutti i giorni, dalle 8.30 alle 12.00».

di Francesco Gravetti

Foto © Umberto Lucarelli – Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”