Quei triangoli del dolore: le persecuzioni nazifasciste

 Nei campi di concentramento erano “marchiati” con dei triangoli colorati anche rom, omosessuali, apolidi, malati mentali. Oltre alla più nota stella gialla a sei punte che identificava gli ebrei, un triangolo di colore marrone indicava i prigionieri rom e sinti, quella rosa i prigionieri omosessuali e la rossa i prigionieri politici. Il colore viola identificava i Testimoni di Geova e un triangolo di colore nero quelli che venivano definiti asociali (in maggioranza malati mentali, alcolisti e senza tetto), un triangolo blu era, infine, riservato agli apolidi. Oggi quei triangoli non ci sono più ma le discriminazioni e il razzismo non sono cessati. “L’antisemitismo si continua a perpetrare oggi in varie forme di discriminazioni e razzismo, la lezione della Shoah insomma è sempre drammaticamente attuale”, spiega Emilio Lupo del direttivo di Psichiatria Democratica che organizza a Napoli una giornata di riflessione sul tema della memoria e delle discriminazioni di oggi. L’appuntamento è per venerdì 7 febbraio 2020, a partire dalle ore 9.30, presso la Sala del Capitolo nel Complesso di San Domenico Maggiore (in Vico San Domenico Maggiore, 18).

“Il segnale che intendiamo dare con questa giornata è quello di non dimenticare – spiega Emilio Lupo – ma anche di riflettere sul fatto che forme di razzismo verso ebrei, omosessuali, rom, migranti continuano ad esistere oggi, anche se queste persone non portano più al braccio la stella di David o un triangolo ‘del dolore’, da cui prende il nome l’incontro. Il monito della Shoah deve essere immanente e sempre presente: quello che dobbiamo contrastare è l’umiliazione, è nostro dovere rilanciare la memoria collettiva sempre e non solo in questa giornata di ricordo, è fondamentale capire che senza il rispetto reciproco non si va da nessuna parte. Dobbiamo imparare dal passato per non commettere più gli stessi errori, non dimenticare in particolare quelli di cui nessuno ha mai parlato. Non scordiamoci che chi accoglie è stato a sua volta accolto, quelli che fanno oggi i migranti lo abbiamo fatto noi anni e anni fa”.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Itis Alessandro Volta e prevede, dopo i saluti del dirigente scolastico Marco Ugliano e l’introduzione di Emilio Lupo, presidente di Psichiatria Democratica, interventi di Salvatore Di Fede (segretario nazionale di Psichiatria Democratica), Eugenio Donise (Associazione Ars), Nazzareno Guarnieri (Associazione Romanì), Miriam Rebhun (Comunità ebraica), Antonello Sannino (Arcigay), Alfredo Nazzaro (Missioni umanitarie Stay Human Odv).  Durante la mattinata saranno anche presentati i lavori dei ragazzi che hanno partecipato, supportati da insegnanti e dalla stessa rete di Psichiatria Democratica, a una serie di incontri sull’argomento della memoria e delle persecuzioni nazifasciste da trattare e tradurre in video.