La carta dei diritti dei riders napoletani

Un significativo passo avanti, pur nella consapevolezza che dovrà essere il primo di una lunga serie, per garantire tutele ad una categoria di lavoratori ora sprovvista. Va intesa in questo senso la ratifica di quest’oggi a Palazzo San Giacomo della “Carta dei diritti dei riders e dei lavoratori della gig economy’’ sottoscritta dall’amministrazione comunale di Luigi de Magistris e dalle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil rappresentati dai segretari generali Walter Schiavella, Giampiero Tipaldi e Giovanni Sgambati.

ARTICOLI – In tutto la carta si compone di 14 articoli, attraverso i quali si fissano, ad esempio, i minimi importi lordi da destinare ai riders secondo il Contratto Nazionale di Lavoro che fissa anche la periodicità e le modalità di pagamento con l’articolo 4 esplicitamente parla di “diritto a un compenso equo e dignitoso’’ e cioè che “a tutti i lavoratori e collaboratori’’ la piattaforma digitale legata alla mansione dei riders –  costretti a scarrozzare da una parte all’altra della città spesso guadagnando una miseria – “deve garantire un compenso orario fisso, in ogni caso non inferiore ai minimi tabellari sanciti dai contratti collettivi di settore’’. Non solo, il comma 2 dello stesso articolo della “Carta dei diritti dei riders e dei lavoratori della gig economy’’ sancisce come “a tutti i lavoratori deve essere garantita, nella misura e nei modi concordati tra le parti firmatarie, un’indennità di lavoro svolti in condizioni particolari come il lavoro notturno e il lavoro durante le festività’’. Importanza viene data, all’articolo 7, al “diritto alla salute e sicurezza’’ compresi la sottoscrizione di un’assicurazione che “copra i lavoratori dal rischio infortuni e malattie sul lavoro’’.

TESTIMONIANZE – Illuminanti le parole di Antonio Prisco, rider e membro di UniriderNapoli che ha un’esperienza diretta sul campo. «Siamo 50, una minima parte dei lavoratori in media poco meno di 2000 unità sul territorio napoletano. Si fanno tanti sacrifici lavorando il venerdì, il sabato, domenica, non mangiando a casa e riesci a portare anche 1200 euro lordi». A questa cifra, aggiunge Prisco, bisogna sottrarre il «20% ritenuta d’acconto, se non hai partita iva. La benzina la paghi tu, il motorino va in riparazione ogni settimana per le pasticche dei freni per i 90 km al giorno in media percorsi: non è una bela vita. Se lavori di meno guadagni di meno. Media è di 7,50 euro all’ora. Poi dipende da quanto vuoi lavorare». Secondo Monica Buonanno, assessore al Welfare e al Lavoro presente in sala con l’assessore ai Giovani Alessandra Clemente e al sindaco Luigi de Magistris oltre i sindacati, «il Comune di Napoli si pone, nel solco, del dettato costituzionale come Ente Locale svolge a pieno il suo ruolo nel favorire il dialogo». Dal canto suo il primo cittadino Luigi de Magistris «la nostra amministrazione si muove nel solo della Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo».

di Antonio Sabbatino