Agendo 2020, il libro-agenda compie 15 anni e pianta alberi in città

Seminare consapevolezza ambientale, in un periodo di forti cambiamenti climatici, attraverso il racconto inedito di 12 scrittori che toccando anche le corde personali raccontate in diverse storie parlano a tutti. L’edizione 2020 di Agendo, il libro-agenda curato da 15 anni dalla cooperativa Gesco presentata in mattinata nella sala conferenze del Museo Nazionale di Napoli, incrocia il consueto obiettivo di tutela e sviluppo del terzo settore con la tutela del nostro Pianeta. Non a caso il titolo è Terramadre, curata da Teresa Attademo e Ida Palisi con il progetto grafico di Studio Eikon. Agendo 2020, realizzata con carta riciclata, è da quest’anno in commercio anche in formato digitale, ulteriore segnale di concretezza verso un tema che riguarda ciascuno di noi. Il ricavato della vendita dei libro-agenda sarà destinato alla piantumazione di 100 nuovi alberi nei quartieri più degradati di Napoli e delle sue periferie grazie all’aiuto di Legambiente. «Siamo in notevole ritardo ma coltiviamo la speranza che nulla sia ancora pregiudicato e noi diamo un contributo di idee come quello degli scrittori» afferma il presidente di Gesco Sergio D’Angelo consapevole di «affrontare un tema difficile, che riguarda il quotidiano di ciascuno di noi. Non c’è solo la deforestazione dell’Amazzonia o l’innalzamento degli oceani o delle temperature ma i nostri comportamenti quotidiani per invertire la tendenza. Noi – riflette il presidente Gesco – viviamo in delle città vecchie, Napoli è terza per il congestionamento del traffico e a volte ci sono auto guidate anche da una sola persona. Stesso dicasi per come viene trattato il nostro mare che bagna le nostre coste ma è inquinato. Le città non hanno più le infrastrutture adeguate ad affrontare i cambiamenti climatici». Ad offrire il proprio contributo letterario gli autori Sara Bilotti, Vladimiro Bottone, Vincenzo Esposito, Mauro Giancaspro (ex direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli), Angelo Petrella, Aldo Putignano, Patrizia Rinaldi, Michele Serio, Chiara Tortorelli, Serena Venditto, Massimiliano Virgilio e Vincenza Alfano. Proprio la Alfano ha composto uno scritto dal titolo “Una spoon river’’, raccontando il dramma della Terra dei Fuochi e, dall’osservatorio suo malgrado privilegiato, dei Camaldoli dove abita che al pari del Vesuvio ha spesso subito i danni da incendi appiccati da criminali. «Il mio contributo – spiega la Alfano – va nella direzione delle emozioni per raccontare la questione ambientale non soltanto come un dato informativo ma mettendo a conoscenza le storie delle persone loro malgrado protagoniste. Ho provato a guardare dentro una casa di una giovane donna che accompagna la sua madre nell’ultimo momento della vita mentre bruciano i roghi del Vesuvio e dei Camaldoli, con un 26 luglio (data significativa per gli incendi sull’area Vesuviana e i Camaldoli stessi ndr.). La donna protagonista voleva una casa in campagna rimane intrappolata in una terra avvelenata e dei suoi figli». Fanno riferimento alla Mitologia greca le parole dell’ex direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli Mauro Giancaspro.  «La Terra Madre è ferita, ha bisogno di un maggiore rispetto perché non ne abbiamo cura e la violentiamo. Nell’antichità la terra era venerata era una Dea e partoriva per partenogenesi. Nella mitologica greca Zeus era inferiore ad Era perché Era poteva partorire mentre Zeus no perché era un maschio e partorisce Atena per celebrogenesi dopo che il medico gli rompe la testa. La Dea madre era quella che produceva la vita. Tutti gli interventi cercano di far rinascere la terra e prendersi cura del sistema idrogeologico. E quindi agire amando la terra come lei ci ama». 

di Antonio Sabbatino