Sud Italia, 500mila bambini sotto la soglia di povertà: i dati di Save the Children

La necessità di combattere ogni forma di povertà infantile in un momento in cui i dati fotografano l’aumento in Italia dei bambini al di sotto della soglia di povertà. Save The Children, presentando anche a Napoli, nella sala della giunta comunale di Palazzo San Giacomo alla presenza del sindaco Luigi de Magistris, all’assessore Annamaria Palmieri, la decima edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio, con il rapporto annuale denominato “Il tempo dei bambini’’, riaccende i riflettori su una realtà che appare a dir poco agghiacciante. I dati divulgati testimoniano di una vera e propria emergenza: in Italia, 1,2 milioni di bambini vivono al di sotto della soglia di povertà.

Di questi, oltre 500.000 si trovano al Sud. «Sono numeri clamorosi – afferma Annapaola Specchio, responsabile Dipartimento Povertà di Save The Children – Siamo passati da 3700.000 bambini del 2008 all’1,2 milioni di oggi. Sino ad ora non c’è mai stato un vero investimento strutturale sull’infanzia e sull’adolescenza Fondamentale è lavorare tutti insieme, al di là dei dati ci sono realtà territoriali che lavorano, servizi sociali, movimenti della cultura e dei giovani fanno la differenza». Numeri allarmanti anche in Campania, dove un bambino su 3 vive in condizioni di disagio, come la Calabria e la Sicilia, nonostante negli ultimi ci sia stato un miglioramento di 7 punti percentuali. Cosa si può dedurre da questi numeri e percentuali? Che, secondo l’assessore all’Istruzione Annamaria Palmieri, «c’è un gap storico non solo all’interno dei territori tra i bambini poveri da quelli più fortunati ma anche all’interno del Paese e a confronto tra Paesi, che avendo una capacità fiscale più bassa offre meno servizi. Noi abbiamo fatto obiezioni: ci sono 22 euro all’anno che si spendono per i bambini in Calabria e ci sono 500 a Trento e 200 in Emilia Romagna e ciò la dice nulla sull’opportunità di un’ipotesi di secessione A Napoli non mancano le scuole perché ad un certo punto lo Stato se n’è fatto carico, cosa che non ha fatto su altre cose e quindi ci si inventa un dislivello culturale». Un monito lo lancia anche il sindaco Luigi de Magistris. «Gli adulti non si occupano dei bambini e lo posso testimoniare perché quando esco di notte da Palazzo San Giacomo mi trovo a parlare con ragazzini di 8 o 9 anni, qualcuno mi ha raccontato di avere genitori in galera, altri di non sapere nemmeno dove siano. Le educative territoriali a Napoli ci sono, ma ce ne vorrebbero di più a Secondigliano come a Scampia o a Pianura. Lo Stato deve destinare più risorse per combattere la dispersione scolastica, è un tema nazionale».

di Antonio Sabbatino