«Lottiamo contro la fragilità sociale con progetti di sviluppo»

Intervista alla presidente di Foqus

Come nasce FOQUS?

Il progetto ha radici nella mia prima esperienza di lavoro come insegnante di ruolo in una scuola elementare della provincia di Napoli, emblema di quelle difficoltà sociali non solo delle città del Sud. E’ da quella esperienza che sono partita quando ho dovuto immaginare come rifunzionalizzare e ridare vita allo spazio dell’Istituto Montecalvario. Il lavoro che porto avanti ormai da oltre trent’anni si articola sul binomio cultura/educazione ambiti inscindibili di una azione di rigenerazione sociale. Da questa visione si è sviluppato, grazie a Foqus, un progetto di rigenerazione urbana per i Quartieri Spagnoli, che ho voluto disegnare come un’esperienza pedagogica, dove le esperienze educative diventano processi di attivazione, mirati a limitare la disgregazione del tessuto sociale urbano attraverso formazione, cooperazione sociale e autoimprenditorialità.

Il concetto di rigenerazione urbana, è un concetto vecchio che ha trovato ampio sviluppo in Europa. Come mai in Italia è un’esperienza più recente?

Bisogna mettere in chiaro che rigenerazione urbana non vuol dire solo mettere a posto pezzi di città ma la chiave sta tutta nel come si mettono a posto questi pezzi di città; la rigenerazione urbana ha bisogno di una visione ampia di azioni volte al cambiamento globale del tessuto urbano. In questo FOQUS rappresenta quasi un unicum tra le esperienze sia europee che italiane. Stiamo assistendo però ad una riflessione importante su queste nuove forme di partecipazione in tutto il mondo. Il problema italiano nasce dal fatto che manca un fondo pubblico per queste azioni; le scuole sono di pertinenza pubblica ma non ci sono strategie messe in campo per rigenerare attraverso l’educazione un intero quartiere. Assistiamo di più ad un protagonismo esclusivo del privato partecipe, che di fatto è una surroga nata per coprire un vuoto lasciato dalle istituzioni soprattutto nei quartieri più difficili. Il nostro è un piano B.

Com’è cambiato il territorio nel tempo?

Concretamente la rigenerazione urbana definisce un modello organizzativo e di governance capace di contaminare in via stabile e continuativa ambiti tradizionalmente separati: educazione, lavoro, economia. Nel nostro caso si è sollecitata una partecipazione attiva tra soggetti diversi, per missione e identità, che nel corso degli anni qui si sono insediati. FOQUS ha curato programmi di formazione e di nuova impresa che hanno dato origine a diverse iniziative oggi sostenibili, che danno lavoro a decine di persone; ha gestito in maniera partecipata progetti di sviluppo o di contrasto alle povertà educative a favore della popolazione dei Quartieri Spagnoli. Il percorso che stiamo portando avanti a FOQUS è un’esperienza in continua evoluzione che, in pochissimi anni, ha contribuito a creare sviluppo ed emancipazione, in uno dei territori a più alto tasso di fragilità sociale della città di Napoli. Sono stati creati servizi che hanno cambiato il volto del quartiere. E non possiamo sapere cos’altro accadrà di straordinario.

di Caterina Piscitelli