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Mondo Volontario

“Volley anch’io”, lo sport come inclusione sociale

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«La nostra idea era quella di creare un micromondo di persone che stanno bene insieme, ed è questo anche il nostro modo di vedere lo sport», Angela De Nuzzo, ci descrive come nasce Casa d’Or, l’associazione di pallavolo creata dalle mamme. Cinque anni fa, un gruppo di genitori, 15 atleti ed ex, accomunati dalla passione della pallavolo decidono di regalare ai propri figli, e ai ragazzi del quartiere, una nuova occasione di crescita, basato sulla condivisione di ideali.
Una scuola di pallavolo, dove non è importante il talento, o essere bravi, ma è fondamentale la volontà di imparare le regole di uno sport e crescere in un ambiente sano.
Quest’anno la Volley Casa d’Or ha lanciato un progetto di inclusione, unico sul territorio a nord di Napoli. Attraverso accordi di partenariato con tre scuole di Casoria e di Casavatore. “Volley anch’io”, con la collaborazione di presidi e professori di educazione fisica, si sono individuati bambini e ragazzi tra la scuola primaria e secondaria, quindi dagli 8 ai 12 anni, che dimostravano particolare interesse ad imparare la pallavolo. Come criterio di selezione si è data priorità a chi non aveva mai svolto attività fisica extrascolastica. Quest’ultimo indice del fatto che probabilmente pur essendo appassionati di sport, non potevano sostenerne le spese. Allo stesso tempo la scuola ha intrapreso una battaglia contro il bullismo. Spiega Angela De Nuzzo: «L’inclusione è garanzia che anche chi ha difficoltà di inserimento, sentendosi parte di un gruppo, può diventare più forte». Da qui si sono organizzati incontri con i bambini, supportati da psicologi e figure professionali, per comprendere ed eventualmente debellare ogni problematica legata al bullismo. Solidarietà, amicizia e rispetto, questi sono gli elementi fondamentali della nuova realtà sportiva casoriana. Il paradosso è che tutte le associazioni sportive della città sono costrette ad appoggiarsi alle scuole per gli allenamenti. Conclude Angela: «Ci auguriamo che da settembre anche le associazioni del territorio potranno usufruire del Palacasoria, il palazzetto dello sport simbolo delle Universiadi».

di Elena Petruccelli

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