“The square”: dove l’hip hop comunica oltre i confini delle periferie

E’ giunto al terzo anno il progetto “The square”, nato dall’idea di Daniele Plaitano in collaborazione con la cooperativa sociale “Fili d’erba”, che si svolge all’interno del centro giovanile polifunzionale Arbostella, a Salerno. “The square” è uno spazio urbano che nasce dall’esigenza di dar vita a una forma di comunic-azione che coinvolge, attraverso le forme della cultura hip hop, breakdance e rap, ragazze e ragazzi accomunate/i dalla passione per l’ hip hop. Il progetto si sviluppa in forma laboratoriale con l’obiettivo di far avvicinare le/gli appassionate/i a una sottocultura, troppo spesso, sovradeterminata da un immaginario collettivo che tende a criminalizzare questa pratica di aggregazione e passione che si forma e trasforma in strada. È l’esperienza decennale dei bboys e rappers salernitani coinvolti lo strumento messo in condivisione durante i laboratori, attraverso il quale si cerca di fare riemergere la cultura hip hop, decostruendola da quelle forme di criminalizzazione entro cui la visione mainstream tende a rinchiudere quegli “illegalismi”, che stanno alla base di questa espressione artistico-culturale. La passione per la breakdance e per il rap nasce in strada, e dalla strada si tramanda. Questa è la volontà di tutti i ragazzi e le ragazze coinvolte in questo progetto che ogni settimana, nello spazio del centro polifunzionale, condividono il loro percorso di autoformazione e crescita con chi vuole imparare. “The square” si presenta sul territorio salernitano, inizialmente, come laboratorio di breakdance e freestyle per poi aprirsi anche ad un laboratorio di scrittura musicale rap (street song writing) con Tonico 70, un pezzo di storia del rap salernitano. Attraverso la libertà del movimento del corpo e delle parole si vuole offrire un’alternativa a tutte quelle soggettività che non accettano di vivere in un territorio pensato e costruito come periferico e degradato, eppure così forzatamente voluto entro i canoni del decoro urbano moderno. Si è mossi dalla necessità di riappropriarsi delle strade, di superare ogni distinzione sociale e di genere, di lasciarsi andare a quanto di più naturale c’è nel ballare e esprimersi in rime e metriche, in piazza, per strada, in condivisione. Una riappropriazione dello spazio urbano dove, collettivamente, si produce una consapevolezza del sé, della propria storia individuale e del proprio bagaglio sociale. Si superano i limiti fisici e si libera la mente: “per me era incredibile vedere i ragazzi ballare per strada, sotto i portici, con la mano a terra, ma ne ero affascinata” dice Barbara, ballerina di danza classica appassionatasi alla breakdance, mentre guarda soddisfatta, oggi, i calli sulla sua mano. A Salerno, con “The Square” l’hip hop supera gli spazi periferici dove è nato, per accomunare tutte e tutti in un’unica passione, donne comprese: “il rap non è uomo, è anche donna. Non viviamo la distinzione di genere, siamo accomunati indistintamente e collettivamente dal rap inteso non solo come genere musicale ma, soprattutto, come pensiero di unione e aggregazione. Io lavoro ma ho un giorno libero a settimana e non me ne frega, il martedì è The Square!” afferma Miriade, rapper salernitana, durante la “The square jam”, prima di prendere il microfono ed esibirsi con le componenti della sua crew (Ttk) in uno dei suoi primi live.

Testo e foto di  Emanuela Rescigno