Il “mito del Mammut” riparte da Scampia

NAPOLI – Fare attività pedagogica con un gioco teatrale, mettendo riproponendo il mito come quello di Dedalo e Icaro. Può sembrare un’idea azzardata, ma c’è chi ci riesce da anni operando in un quartiere immerso in un processo di (complicato) cambiamento. Il centro territoriale Mammut di Scampia ripropone, per il decimo anno, il “Mito del Mammut’’, l’evento in piazza Giovanni Paolo II capace di attirare centinaia di studenti, adolescenti e genitori provenienti da diverse zone di Napoli. Condivisione, socializzazione, apprendimento: tutti elemento in un progetto in cui i ragazzi non s’annoiano ed anzi imparano attraverso una caccia a tesoro e mettono in mostra la propria creatività. Per quest’edizione, svoltasi nella mattinata del 22 maggio, Dedalo e Icaro ricompaiono anche in carne ed ossa, con il loro mito studiato durante l’anno. «La scuola la intendiamo come un momento di elaborazione della vita vera – afferma il fondatore e coordinatore del Mammut Giovanni Zoppoli – Ogni studente intraprende il suo percorso con il quale impara qualcosa non in maniera passiva». Il proscenio è quella piazza Giovanni Paolo II, un tempo market della droga ed ora rivitalizzata con eventi che sono la strada per lasciarsi alle spalle un passato nefasto per il quartiere. Ma l’impossessarsi degli spazi per attività ludico – ricreative travalica i confini di Scampia vista la partecipazione di scuole situate in diverse aree della città. Rossana Sanges, docente di italiano del V Circolo Montale di Scampia, ricorda: «Collaboriamo con il Mammut da 15 anni e ci siamo riappropriati degli spazi anche grazie ai genitori, che hanno aumentato il loro interesse verso certe pratiche. Nella nostra scuola, presidio fondamentale, facciamo pedagogia attiva e noi siamo un’isola felice». Daniela Iennaco è insegnante di sostegno alla Ic Madonna Assunta di Bagnoli, istituto che ha instaurato una sorta di gemellaggio pedagogico proprio con la Montale. «La nostra scuola ha tradizione del metodo naturale e per introdurre concetti interdisciplinari». La messa in scena del mito di Icaro e Dedalo, secondo Rossella Carrara che insegna matematica e logica alla scuola di corso Vittorio Emanuele “Dalla parte dei bambini’’, «dà l’idea di quanto cerchiamo di fare ogni giorno con gli studenti: renderli partecipi concretamente». Alla decima edizione anche l’assessore comunale alle politiche sociali Roberta Gaeta. «I nostri adolescenti vengono spesso rappresentanti come se non avessero altro da fare che delinquere. Ma coinvolgerli in progetti continuativi come questo li fa diventare educatori a loro volta».

di Antonio Sabbatino