Realtà virtuale in medicina: ecco TOMMI, il gioco che calma i piccoli pazienti

Realtà Virtuale: arriva Tommi, il videogioco in 3D che aiuta i bambini. 

NAPOLI- I bambini costretti a sottoporsi alle cure ospedaliere, in particolare la chemioterapia, sono soggetti a stati di ansia che spesso si traducono nel rifiuto della terapia stessa, causando ritardi significativi al lavoro del personale medico. Per far fronte alla situazione spesso si ricorre alla sedazione farmacologica, una soluzione immediata ma che non risolve il problema del trauma a livello più profondo.

Un team di cinque giovani professionisti con esperienza nel campo della ricerca medica, ingegneria biomedicale, sviluppo software e innovazione business – Valentino Megale, Cristian Currò, Bruno Lenzi, Gianfranco Damato e Chiara Aielli –, ha realizzato un videogioco in realtà virtuale pensato proprio per i piccoli pazienti: si chiama TOMMI ed è nato alla fine del 2016 «dal confronto con medici e psicologi, per contrastare ansia e stress nei bambini sottoposti a trattamenti medici particolarmente stressanti e dolorosi, per esempio in oncologia pediatrica, odontoiatria o nelle routine pre-diagnostiche.

L’obiettivo è fornire un’alternativa digitale, non farmacologica e non invasiva per calmarli senza usare sedativi, migliorando la loro qualità di vita e rendendoli più collaborativi con i medici, facilitando così l’aderenza alla terapia e limitando tempi e costi dei trattamenti», spiega a Comunicare il Sociale Valentino Megale, CEO di Softcare Studios, la startup di salute digitale che ha avuto origine dal progetto, a giugno 2017, e che oggi conta due sedi – a Roma e Copenaghen – e un team di dieci persone provenienti anche dagli ambiti del game design, del business e della modellazione 3D. «Grazie all’approccio ludico e al coinvolgimento della realtà virtuale, che permette di immergere i giovani pazienti in scenari virtuali sviluppati appositamente per le loro necessità e condizioni, TOMMI punta a distrarre i bimbi dalle emozioni negative della terapia, offrendo loro una finestra per superare i confini dell’ambiente ospedaliero, calmarsi e affrontare meglio le sfide di queste esperienze. Il gioco è inoltre progettato per coinvolgere i genitori in sessioni collaborative, in modo da supportare sia i piccoli che i familiari durante la terapia».

Miglior progetto europeo di salute digitale – «TOMMI è pronto nella sua versione pre-commerciale e stiamo già finalizzando i primi contratti per la sua distribuzione al momento del lancio sul mercato ad associazioni e centri ospedalieri interessati», precisa Megale. Intanto si è già aggiudicato diversi premi importanti, tra cui, nel 2018, il riconoscimento della Commissione Europea come miglior progetto di salute digitale in Europa e il Premio Marzotto, ed è stato selezionato da tre percorsi di accelerazione internazionali – il Merck Accelerator Program in Germania (2017), il TMCx a Houston (2018) e Accelerace a Copenaghen (2018).

Un percorso pilota anche negli USA – Per mostrare le potenzialità del gioco al personale medico, ai bimbi e ai loro genitori, creando i presupposti per la validazione, è stato da poco completato un primo percorso pilota nel reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, sotto la supervisione del team medico della Prof.ssa Franca Fagioli e in collaborazione con DEAR Onlus e Fondazione Amici di Jean. «Stanno per partire nuovi percorsi presso l’ospedale SS. Annunziata di Taranto, con le associazioni LWB Project e Arci Ragazzi, e all’estero, presso il Texas Medical Center di Houston negli Stati Uniti».

La sinergia con le associazioni di volontariato pediatriche è fondamentale per la diffusione del progetto: «Per queste realtà, che lavorano con grande dedizione negli ospedali, TOMMI è un nuovo strumento attraverso cui realizzare la loro missione, aggiungendo le potenzialità delle nuove tecnologie e il valore oggettivo derivato dai dati che raccogliamo e che puntiamo a validare e certificare, mediante opportuni percorsi clinici. Qualsiasi associazione interessata a saperne di più è la benvenuta e può contattarci sulla nostra pagina Facebook @tommigame».

di Paola Ciaramella