“Indovina chi viene a cena?”: quando le culture si incontrano a tavola.

Dal mese di Novembre a Napoli, ci si incontra a tavola per superare ogni differenza culturale grazie al progetto “Indovina chi viene a cena?”. Promosso da due delle cooperative sociali operanti sul territorio napoletano, Casba Coop. Sociale e Dedalus che, insieme con la Comunità di San Gennaro, nell’ambito dell’iniziativa nazionale ideata da Rete Italiana di Cultura Popolare, offre una nuova lettura del cenare come pratica sociale. La tavola si trasforma in uno spazio in cui si incontrano e si confrontano culture, esperienze e vissuti differenti abbattendo, così, ogni barriera culturale.
Il progetto nasce nel 2011, in collaborazione con la fondazione Crt, durante il Festival dell’Oralità Popolare di Torino, con una cena condivisa e partecipata da più di cento persone.
In piazza Carlo Alberto, a Torino, differenti soggettività e culture hanno preso posto ad un tavolo arricchito dai piatti preparati dalle famiglie appartenenti alle comunità migranti presenti sul territorio torinese. Ad oggi, il progetto si è ampliato e attivato in 20 città e 90 comuni italiani, con 200 famiglie ospitanti e 4000 persone che partecipano ad ogni cena. Queste, si svolgono in contemporanea in tutte le città l’ultimo sabato del mese e, insieme alla Campania, sono 7 le regioni del sud a voler prendere parte a questo progetto di costruzione di relazioni tra le comunità migranti e non, presenti sul proprio territorio.
Le famiglie migranti, aprendo le porte delle loro case, vogliono incontrarsi e relazionarsi con l’altro attraverso una condivisione che parte dal cibo e arriva ad una conoscenza reciproca. Cina, Sri Lanka, Capo Verde, Nigeria non si sa con quale cultura che vive a Napoli ci si confronterà ma, ogni confine si abbatte nel momento in cui si apre la porta e si prende posto al tavolo lasciandosi andare al libero incontro. Un invito al buio per imparare a conoscersi nel modo più naturale possibile, attraverso il cibo per poi aprirsi alla conoscenza non solo di una cultura differente ma, soprattutto, di vissuti migratori che si confrontano con i privilegi di chi è nato bianco e occidentale.

di Emanuela Rescigno