Nasce a Napoli il primo Trust per il “dopo di noi”

NAPOLI- Nasce a Napoli il primo progetto finalizzato a garantire il supporto, l’assistenza e la cura delle persone  disabili dopo la scomparsa dei propri genitori È stata siglata nella sede della Fondazione Banco di Napoli la lettera d’intenti che formalizza la nascita del progetto “Communion per il Dopo di Noi”, nato dalla collaborazione instauratasi tra il Pio Monte di Misericordia, il Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano e la suddetta Fondazione Banco di Napoli; ad apporre le firme sono stati Rossella Paliotto (Presidente della Fondazione Banco di Napoli), Alessandro Pasca di Magliano (Soprintendente del Pio Monte di Misericordia) e Pierluigi Sanfelice di Bagnoli (Presidente del Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano).
Il progetto –tutto napoletano, e primo nel suo genere sul territorio nazionale- prevede l’istituzione di un Charitable Trust finalizzato a garantire il supporto, l’assistenza e la cura delle persone  disabili dopo la scomparsa dei loro genitori o di chi se ne prende cura in famiglia. L’iniziativa prende spunto dalla legge 112/2016 sul “dopo di noi”, la quale per la prima volta integra nell’ordinamento italiano il Trust (istituto di origine anglosassone) come strumento per soddisfare le esigenze delle persone e delle loro famiglie nella tutela e l’assistenza dei disabili. A tal proposito l’avvocato Fabrizio Marciano di Scala sottolinea come il Trust nato in seno all’iniziativa sia “deputato a concretizzare la legge e a farne conoscere le potenzialità”.
Alessandro Pasca di Magliano ha assicurato che il Pio Monte garantisce da subito una partecipazione economica al Trust. Nel Trust convergono infatti fondi stanziati da disponenti plurimi (non solo genitori e familiari di persone disabili, ma chiunque voglia effettuare una donazione) che verranno erogati per garantire il benessere e la qualità della vita di una gamma eterogenea di beneficiari successivamente alla scomparsa dei familiari che se ne prendono cura. Il progetto prevede infatti che a beneficiare del Trust siano anche e soprattutto quegli individui che si trovano in situazioni economiche svantaggiate o che non hanno famiglia, in quanto sarà proprio “la collettività eterogenea dei disponenti e dei beneficiari a rappresentare il punto di forza dell’iniziativa”. Rossella Paliotto sottolinea a tal proposito come “l’iniziativa nasca per supportare figli e genitori di famiglie non abbienti, che non hanno modo di contribuire come disponenti del Trust” ma anche che “seppur parta da Napoli il progetto mira ad essere esteso a tutto il meridione”. Inoltre il Charitable Trust non prende soltanto spunto dalla L. 112/2016, ma cercherà anche di superarla, includendo tra i soggetti beneficiari del progetto non esclusivamente persone affette da disabilità gravi (come previsto dalla legge), bensì anche quelle affette da disabilità “non gravi”.

di Fabio Esposito