Greta chiama, Napoli risponde: in 50mila per dire no alla catastrofe mondiale LE FOTO

NAPOLI – Più di 50.000 persone sono scese in piazza per sostenere la protesta di Greta e di tutte le future generazioni. Secondo l’ONU ci restano dodici anni per arginare la catastrofe ambientale. Se non ora, quando? Greta Thunberg l’ha capito, forse, prima di tutti e dal 20 agosto 2018 ha iniziato la sua protesta per un intervento immediato da parte delle istituzioni. Oggi anche le piazze napoletane hanno lanciato un messaggio chiaro: si combatte uniti, determinati, i più giovani accanto ai più anziani e prima o poi qualcuno dovrà ascoltare.

Il corteo è iniziato verso le dieci del mattino a Piazza Garibaldi ed è arrivato fino a Piazza del Plebiscito. Centinaia di striscioni e cartelli colorati hanno invaso le strade principali: “There’s no planet B”, “We don’t have time”, “Dite di amare i vostri figli più di ogni cosa e invece gli state rubando il futuro”. E anche un noto coro riadattato in versione green “Abbiamo un sogno nel cuore, vogliamo un mondo migliore”. Un entusiasmo generale e la convinzione che questa battaglia riguarda tutti, senza distinzioni di razza, età, paese. La presenza delle scuole è stata indubbiamente dominante, dal Gian Battista Vico, al Sannazzaro al Siani. Ma altrettanto incisiva è stata la presenza dei movimenti dal basso, dal Comitato Stop Biocidio, Friday For Future Napoli, Ex-Opg, Legambiente fino ad ex sessantottini e personalità sempre in prima fila come Padre Alex Zanotelli, che oggi marciava con questo messaggio: “Giovani siete l’unico presente che c’è!”. Ma la protesta non si ferma oggi, il prossimo appuntamento sarà il 23 marzo a Roma come mi racconta la mamma di Sara, la bambina di otto anni che oggi ha attirato l’attenzione di tutti con le sue treccine simili a quelle di Greta: “Da quando ho avuto lei, ho capito che dovevo iniziare a lottare, è una responsabilità troppo grande il futuro de nostri figli le cose devono cambiare. Ci vediamo tutti sabato prossimo nella capitale!”

Articolo e foto di Lea Cicelyn