Napoli, raccolta differenziata tra luci e ombre: bene scuole e commercianti, male le periferie

NAPOLI- Sul sito web dell’Asia Napoli sono riportati i risultati della raccolta differenziata relativi al 2018: 149.523 tonnellate di rifiuti differenziati a fronte di 323.024 indifferenziati. Un aumento dell’1.5% rispetto al 2017 e del 21,5% rispetto a dieci anni fa, nel 2008. Il progressivo miglioramento che da qualche anno sta coinvolgendo la città è stato confermato dall’assessore all’ambiente Raffaele Del Giudice: “La raccolta differenziata, tra quella stradale e il porta a porta, è riuscita a coprire tutta la città. Abbiamo finalmente realizzato dieci isole ecologiche ed è stata raddoppiata la raccolta degli pneumatici abbandonati e degli abiti usati che spesso andavano a fuoco e intanto stiamo lavorando per migliorare la raccolta dell’umido. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere una percentuale che vada oltre il 50%, ma che sia composta di rifiuti di qualità, ovvero effettivamente recuperabili.” Quello che conta, infatti, non è tanto la percentuale di raccolta differenziata, ma la purezza con cui i rifiuti vengono conferiti nei contenitori, come spiega Massimiliano Fabbricino, docente di Ingegneria Sanitaria presso la Federico II: “La raccolta differenziata non ha valore in termini di salvaguardia dell’ambiente se non produce un rifiuto di buona qualità. In questo senso la raccolta fatta dai commercianti, che segue normative diverse rispetto a quella dei cittadini, è fondamentale in quanto dalle attività produttive derivano rifiuti con un alto margine di recuperabilità. I materiali smaltiti, infatti, vengono finemente selezionati dai consorzi che fanno capo al CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Mi permetto di aggiungere che la raccolta differenziata non è la soluzione al problema dei rifiuti, ma si dovrebbe prevenire nella produzione, come stabilito anche dalle normative europee. Per quanto riguarda la raccolta stradale, quest’ultima non è sottoposta a nessun tipo di controllo. Bisognerebbe introdurre una raccolta porta a porta molto spinta e sanzioni per coloro che non differenziano correttamente. Un programma di sensibilizzazione, poi, non farebbe male dal momento che molti cittadini napoletani continuano ad abbandonare in strada i rifiuti ingombranti che ASIA verrebbe a ritirare gratuitamente.” Ed effettivamente lavorare sull’educazione dei cittadini alla raccolta differenziata non sarebbe un’idea da sottovalutare dal momento che vi sono ancora quartieri, come quelli della quarta municipalità in cui i progressi, di cui sopra, sono decisamente lontani. Gli abitanti della zona lamentano l’assenza di contenitori e il massimo grado di inciviltà con cui i rifiuti vengono gettati nel quartiere. Chi prova a fare la raccolta è una mosca bianca. Perlustrando la zona è inevitabile notare che i cassonetti distino scarseggino, il che certamente non agevola i cittadini più volenterosi. “Quello che si cerca nel quartiere”, dichiara Claudio Rescigno, commerciante della zona “non è certamente attenzione mediatica, ma un progetto serio, strutturato che liberi i cittadini più responsabili da questa situazione. Si dovrebbe ripartire dall’educazione civica”. Ma un barlume di speranza c’è e proviene da una scuola della zona, il Liceo Villari che durante la settimana dello studente ha intrapreso un percorso di sensibilizzazione sulla tematica. Lo racconta Christian, uno tra gli studenti più attivi della scuola “Abbiamo deciso di iniziare la raccolta differenziata. L’Asia ha inviato nella scuola i contenitori per la carta e la plastica. Abbiamo lavorato sulla sensibilizzazione dei nostri coetanei e sappiamo che il compito della nostra generazione è quello di riuscire a salvaguardare l’ambiente, come non hanno fatto le generazioni precedenti. Non c’è più tempo da perdere, abbiamo di bisogno di politiche ambientali efficienti e concrete”.

di Lea Cicellyn