Cibo, docce e…dignità: alla scoperta della mensa fraterna San Vincenzo de’ Paoli VIAGGIO NELLA POVERTA’

NAPOLI – La mensa fraterna San Vincenzo de’ Paoli a Nola è nata trent’anni fa, voluta da Don Alfredo Scibelli e dal vescovo Giuseppe Costanzo in seguito alla grande ondata di stranieri provenienti dai Paesi in guerra. L’esigenza fu evidente dal momento che sul territorio occorreva un luogo di accoglienza soprattutto per il cibo, accanto a quest’ esigenza in seguito sono sorte altre realtà come l’ambulatorio voluto da Suor Regina, infermiera e coordinatrice della struttura dal 1988 al 2009. A quell’epoca una mano economica e di servizio di volontariato era fornita da tutte le parrocchie del territorio, poiché il numero delle persone che chiedevano ospitalità era in crescita, solamente dal 1987 agli anni 90 la mensa iniziò a spopolarsi, infatti era occupata a pranzo solamente da trenta persone.
La quiete di questo momento viene subito messa in sussulto con il periodo storico non buono dell’Algeria, dove la mensa nel 1993 toccò un picco di cento persone al giorno dovendo così applicare due turni sia per gli orari che per gruppi di volontari. “Quest’afflusso forte durò tre anni – ci spiega l’attuale coordinatore Mimmo Alfano – con un naturale innalzamento degli ospiti nella struttura della mensa fraterna soprattutto degli stranieri provenienti dai paesi confinanti con l’Italia”. Un altro picco storico si è avuto poi dal 2007 al 2018 sia per la crisi economica italiana che per la presenza di stranieri, in questo periodo si preparavano fino a 160 pasti al giorno. Eppure la mensa fraterna di Nola non si occupa solamente del servizio viveri, ma ha anche un servizio docce sia per uomini che donne due volte a settimana. Ha inoltre un servizio lavanderia per i senza fissi dimora ed infine coloro che non desiderano pranzare nella struttura possono ritirare il pranzo e mangiarlo presso la loro stessa abitazione. Sicuramente la macchina organizzativa che quotidianamente si muove ha come cuore pulsante il gran numero di volontari che tra addetti alla cucina , pulizie e coordinamenti dei servizi funziona come un orologio svizzero. La mensa fraterna di Nola non chiude mai, infatti soprattutto nei periodi che potrebbe esserci calo dei volontari si organizza da anni nel mese di agosto con l’iniziativa “AGOSTO con il GREMBIULE” proprio per indurre maggiormente le persone a dare una mano.

di Rosamaria De Rosa