SAN MARZANO DOP, CERCIELLO RENNA (OSSERVATORIO UNIVERSITA’ SALERNO): PARLAMENTO ACCELERI ITER RICONOSCIMENTO PATRIMONIO CULTURALE NAZIONALE

SALERNO – “In un mercato globale dominato da meccanismi impersonali che sviliscono le produzioni che testimoniano la storia e l’identità d’Italia, chiedo al Parlamento di allinearsi in fretta alla coscienza sociale dell’eminente valore culturale nazionale espresso dal pomodoro San Marzano Dop, accelerando il percorso per l’approvazione dello schema di legge in discussione”: è quanto ha avuto modo di affermare Luigi Cerciello Renna nel corso dell’audizione tenuta presso la XIII Commissione “Agricoltura” della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame della proposta normativa per il riconoscimento del pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino Dop e dei territori di relativa produzione quali patrimonio culturale del Paese, che riproduce il contenuto di quella già presentata nella scorsa legislatura.

Il massimo studioso di origini campane, intervenuto in rappresentanza dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale, è il padre giuridico della norma oggi al centro del dibattito in sede referente, colui che l’ha approntata e presentata nel febbraio 2017 nel corso di una conferenza pubblica presso il campus universitario di Fisciano (SA) in cui annunciò che il carteggio di approfondimenti tecnico-scientifici sarebbe stato poi inoltrato ai competenti organi parlamentari.

Cerciello Renna ha evidenziato alla Commissione il calo di superficie coltivata e produzione da ultimo registrato. “Ritengo necessario segnalare – ha dichiarato – che per il 2018 risultano coltivati a San Marzano Dop 150 ettari di terreno per 9.200 tonnellate prodotte, mentre quando è stata presentato per la prima volta il disegno di legge si parlava di 200 ettari e quasi 12mila tonnellate. Ebbene, al di là degli aspetti agroambientali che hanno connotato l’ultimo biennio, va necessariamente recepita anche la grande importanza in termini economici che rivestirebbe tale intervento del Legislatore per tutta la filiera di riferimento”.

di Carmine Alboretti