“Essere uomo”, una poesia di Raffaele Urraro sul dramma dei migranti

Pubblichiamo di seguito “Essere uomo”, una poesia di Raffae Urraro. Nato a San Giuseppe Vesuviano, dove tuttora vive e opera, dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, Urraro ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Giornalista pubblicista, collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente, ma suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su molte altre riviste.
Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, saggi di poetologia e di critica letteraria, ha condotto varie ricerche nel campo della cultura popolare vesuviana e, relativamente alla letteratura latina, insieme a Giuseppe Casillo ha prodotto varie collane di classici e una storia della letteratura.

un uomo
una volta nato
solo per il fatto di esser nato
è un uomo

e allora?

se è un uomo
non esiste uno spazio che lo confini
a stare immobile

a guardare le stelle o la luna
e a non sapere che fare

e se la terra natia è un sobborgo
senza fiori né piante
e senza sora acqua
come fa ad essere uomo?

e se un potere più nero della notte
lo espunge o lo spinge
nell’abisso delle tenebre
spaventose e nere
come fa ad essere uomo?

e se una guerra insensata
lo depriva del tutto
della casa degli affetti dell’amore
come fa ad essere uomo?

e se la sua terra lo costringe
a varcare i confini della fame
e a camminare di notte nel deserto
alla ricerca di un po’ di luce
come fa ad essere uomo?

e se bussa inutilmente alla porta dell’ovest
e chiede il diritto a vivere
a mani giunte
e
col sacco pieno di guai sulle spalle
come fa ad essere uomo?

e se tu lo risospingi indietro
nel mare che divora la sua vita
o nella terra che lo brucia o lo divora
come fai ad essere uomo?

di Raffaele Urraro

foto di © Romolo Maddaleni Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”