Da discarica a cielo aperto a centro sociale polivalente, i volontari della stazione di Boscoreale ora chiedono aiuto allo Stato

NAPOLI – Hanno scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per ottenere “un piccolo aiuto dallo Stato come ricompensa per il miracolo civico realizzato senza un euro pubblico. Sono i volontari dell’associazione “La Stazione”, attualmente guidati da Pina Cavaliere, ai quali si deve il recupero e la rivitalizzazione dell’ex stazione Fs di Boscoreale trasformata da discarica a cielo aperto in centro sociale polivalente, volano di crescita e di sviluppo per i quartieri periferici del popoloso comunale alle falde del Vesuvio.

L’idea di recuperare quello che era un vero e proprio rudere è venuta a Vincenzo Martire, ferroviere e maestro presepista, uomo dalla straordinaria inventiva e spiritualità, il quale, con l’aiuto di alcuni ragazzi della zona, un passo alla volta, è riuscito a rimettere in sesto l’edificio e lo spazio prospiciente.

Un lavoro per nulla facile, perché i volontari si sono dovuti scontrare con la diffidenza non solo della gente ma con l’ostilità della burocrazia, poco propensa ad accettare la mano tesa di un gruppo di cittadini di buona volontà.

Il tutto confidando sul proprio lavoro manuale e su piccole offerte spontanee. Di qui la missiva al Capo dello Stato, quasi con imbarazzo: “Chiediamo scusa se in passato abbiamo fatto richieste di aiuto alle Istituzioni, noi sappiamo che il Volontariato deve farcela da solo se non ha sponsor politici”.

La richiesta di aiuto è stata, però argomentata in maniera del tutto diversa da quello che si potrebbe pensare: “Volevamo solo chiarire – scrivono i volontari – che nel nostro caso abbiamo rimediato ai guasti provocati dalla Pubblica Amministrazione (Comune di Boscoreale) che ha lasciato degradare i locali della ex Stazione FS di Boscoreale, tenuti in fitto dal 2002 al 2007, senza mai utilizzarli e abbandonandoli a sé stessi, riducendoli così a un letamaio”. E ancora: “L’Amministrazione Comunale ha in effetti sperperato circa 75.000 euro, pagati complessivamente per un canone di locazione mensile per cinque anni, costo del canone 1.240,00 euro al mese”.

“Noi – si legge nella missiva inviata al Quirinale, attraverso il sito ufficiale della Presidenza della Repubblica – siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto e realizzato in questi 10 anni, i locali li abbiamo presi in consegna il 24 settembre 2008”.

Dopo dieci anni di cammino, però, la gestione del bene è diventata molto onerosa (“Oggi purtroppo siamo in difficoltà economiche, e Le chiediamo di farci arrivare un piccolo aiuto dallo Stato, come ricompensa per il piccolo “miracolo civico” realizzato senza un euro pubblico”).

La risposta, da Roma, è arrivata nelle scorse settimane. Il capo del Servizio per i Rapporti con i cittadini e la coesione sociale ha risposto, a nome del Presidente, manifestando, innanzi tutto, il plauso per il recupero del bene comune. Quindi ha annunciato che la documentazione relativa alla richiesta di contributo è stata inoltrata alla Prefettura di Napoli – Ufficio Territoriale del Governo “per i consentiti interventi in ambito locale”. Adesso, dunque, la palla passa al Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, che dovrebbe svolgere, per il tramite dei suoi funzionari, la necessaria istruttoria.

I ragazzi dell’associazione “La Stazione”, a nostro avviso, meriterebbe anche più di un riconoscimento economico per il messaggio che hanno saputo lanciare a tutti i cittadini che si lamentano quando le cose non vanno ma restano alla finestra a guardare senza mai rimboccarsi le maniche.

di Carmine Alboretti